Fatima, richiesta di scarcerazione per i genitori jihadista

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Agosto 2015 9:08 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2015 9:08
Fatima, richiesta di scarcerazione per i genitori jihadista

Fatima, richiesta di scarcerazione per i genitori jihadista

ROMA – La loro figlia, Maria Giulia Sergio diventata Fatima, al momento è ricercata per terrorismo dopo essersi unita all’Isis. E i suoi genitori, Sergio e Assunta, da due mesi sono in carcere. Per loro, però, è pronta la richiesta di scarcerazione che potrebbe riportarli nella loro abitazione di Inzago anche se agli arresti domiciliari.

I due, racconta il Corriere della Sera, sono stati arrestati dopo mesi di intercettazioni e rischiano di essere incriminati per una serie di reati che prevedono il carcere fino ad otto anni. Entrambi over 60 sono difesi da un avvocato d’ufficio, Erika Galati, che ha annunciato l’intenzione di richiedere per entrambi i domiciliari.

Scrive Marta Serafini per il Corriere che è diverso il destino della sorella di Fatima:

Diverso il destino della sorella Marianna, accusata invece di organizzazione terroristica e che in carcere potrebbe rimanere molto di più. In paese chi conosce bene la famiglia non riesce a darsi pace. «Quando sono arrivati abbiamo insegnato le tabelline a Maria Giulia l’abbiamo incoraggiata a studiare, abbiamo regalato a Marianna i quaderni quando i genitori non avevano abbastanza soldi», raccontano due signore di Inzago. È il 1996 quando la famiglia Sergio si trasferisce a Inzago da San Giuseppe Vesuviano e Casola Domicella dove Sergio e Assunta hanno vissuto dopo la nascita delle bambine a Torre del Greco. Arrivano a Nord, grazie agli aiuti degli amici che hanno perfino raccolto soldi per il loro viaggio. Scappano da due famiglie violente, Assunta da un padre padrone, Sergio da una madre che si cura più degli uomini che dei figli. Fanno lavori umili e si fanno in quattro per dare una vita migliore alle due figlie. Per qualche tempo le cose sembrano funzionare. Trovano prima una villetta a Bettola. Ma per Assunta non è abbastanza. «Troppi marocchini in giro», dice alle amiche che ora ricordano quelle parole stupefatte. Poi passano a Pozzo d’Adda e infine si stabiliscono a Inzago, dove accendono un mutuo per acquistare la casa. Assunta fa le pulizie per arrotondare lo stipendio del marito che è impiegato della Elco, una società di impianti elettrici di Inzago. È cattolica. Quando la figlia maggiore Marianna, a pochi mesi, ha rischiato di morire per una gastroenterite ha fatto voto alla Madonna di Pompei di fedeltà a Dio. Nonostante ciò, si convertirà anche lei all’Islam in seguito alle pressioni della figlia.