Febbre del Nilo stronca Sante Secchiero: secondo caso Rovigo

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Dicembre 2015 0:14 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2015 0:14
Febbre del Nilo stronca Sante Secchiero: secondo caso Rovigo

Febbre del Nilo stronca Sante Secchiero: secondo caso Rovigo

ROVIGO – Dopo un calvario durato quasi tre mesi, Sante Secchiero è morto. L’uomo, fondatore di uno dei mobilifici storici di Lendinara, in provincia di Rovigo, è stato stroncato dalla cosiddetta Febbre del Nilo. E non è il primo caso della zona.

Secchiero aveva 80 anni e da metà settembre, quando è entrato in ospedale, non si è più ripreso: le sue condizioni sono rimaste invariate in stato vegetativo.

Ne parla il quotidiano del Nord Est Il Gazzettino:

Nei giorni del ricovero l’Ulss 18 aveva spiegato che aveva patologie pregresse, una circostanza che la famiglia però smentisce.

L’ex mobiliere in pensione, fondatore di uno dei mobilifici storici di Lendinara, avrebbe contratto il virus tramite la puntura di una zanzara probabilmente nella zona in cui abitava e per questo, dopo il ricovero, l’Ulss 18 ha ordinato interventi straordinari di disinfestazione capillare nell’area compresa tra la zona del Famila e il quartiere Bacinello.

Nella stessa zona si era verificato l’altro caso di West Nile riscontrato a Lendinara nel 2013, con un’anziana donna residente nel quartiere, ricoverata e poi guarita.

Sante Secchiero, che molti chiamavano affettuosamente “Santin”, aveva imparato l’arte della falegnameria nella bottega di un artigiano di Fratta Polesine e poi, insieme al padre e al fratello, aveva dato vita al mobilificio Secchiero ora gestito dai figli Pier Emilio, Marco e Luca. Domani alle 15 nel duomo di Santa Sofia. Chiunque desideri partecipare al lutto è invitato a non inviare fiori, ma a devolvere eventuali offerte in beneficenza.