Febbre del Nilo, a Ferrara aperta indagine su morte di un uomo di 78 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2018 18:42 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2018 18:42

Febbre del Nilo, a Ferrara aperta indagine su morte di un uomo di 78 anni

FERRARA – Si apre un fronte giudiziario nella vicenda sanitaria della Febbre del Nilo in Emilia-Romagna. A Ferrara è stata avviata un’inchiesta per la morte di un 78enne della zona colpito dal virus che in regione è costato la vita a 18 persone: 8 solo tra Ferrara e provincia.

La Procura estense, come rivelato dall’edizione locale de ‘Il Resto del Carlino’ ha istruito un fascicolo – per omicidio colposo – che vede sotto indagine 11 medici del Pronto Soccorso, di Medicina generale e di Malattie infettive dell’ospedale Sant’Anna di Cona dove l’uomo era stato ricoverato.

Il 78enne, un pensionato di Porporana, si era recato, accompagnato dai parenti, al Pronto Soccorso della struttura ferrarese, lo scorso 24 agosto, lamentando mal di testa e difficoltà motorie. Rimasto tutta la notte era stato dimesso il giorno successivo al termine di una serie di accertamenti tra cui la tac. Nel pomeriggio del 25 il ritorno al Pronto Soccorso per gli stessi dolori, nuovi accertamenti e nuove dimissioni nella notte.

L’uomo, viene riportato citando l’avvocato della famiglia, aveva la febbre, un principio di polmonite e un declino cognitivo.
Il primo settembre scorso, un nuovo ritorno all’ospedale di Cona, il ricovero in Medicina d’urgenza e il trasferimento nel reparto di Malattie infettive: il 9 l’esito della rachicentesi certifica la presenza del virus della Febbre del Nilo. Quella stessa notte, tra il 9 e il 10, il paziente morirà.

Da lì, la partenza dell’inchiesta, il sequestro della cartella clinica dell’uomo da parte dei Carabinieri e, tre giorni fa, la notifica di 11 avvisi di garanzie per i medici che hanno avuto a che fare con il paziente con particolare attenzione per i passaggi in pronto soccorso. Ieri il conferimento dell’incarico al medico legale per l’autopsia che dovrà fare luce, in maniera dettagliata, su quanto accaduto all’anziano.

Ad oggi, spiega la Regione Emilia-Romagna in un bollettino, sono 18 i morti legati al virus (uno a Piacenza, 3 a Modena, 3 a Bologna, 8 a Ferrara e 3 a Ravenna) mentre ammontano a 96 i casi di forme neuro-invasive, a 68 i casi di forme febbrili e 26 quelli di infezioni asintomatiche. Martedì l’assessore regionale alla sanità, Sergio Venturi, ha incontrato i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti di Provincia spiegando loro che “quest’anno ci siamo mossi nei tempi giusti, ma si è trattato di un anno davvero particolare, che potrebbe ripetersi. Quindi, dobbiamo serrare le fila” nella lotta al virus.

Sullo scacchiere continentale, in base all’ultimo bollettino del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) tra il 7 e il 13 settembre sono stati 150 i casi di Febbre del Nilo in Europa e 19 le persone morte. Complessivamente quest’anno i casi di infezione riportati all’interno dell’Unione Europea sono stati 948 e 90 le persone morte.