“La fecondazione assistita è peccato”: il Vaticano bolla i nuovi peccati sociali e rilancia la confessione

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 21 Marzo 2011 14:14 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2011 21:46

Vescovo Gianfranco Girotti

CITTA’ DEL VATICANO – L’evoluzione della società e della tecnologia hanno portato con se nuove forme di peccato: questo è quanto discuteranno a partire da oggi i 750 sacerdoti della Penitenziaria Apostolica, dicastero del vaticano per il ‘problemi di coscienza’, impegnati in un foro interno che ha bollato tra i peccati anche la fecondazione assistita, rea di rientrare tra “gli atteggiamenti peccaminosi nei riguardi dei diritti individuali e sociali”.

Il vescovo Gianfranco Girotti, reggente della Penitenziaria Apostolica, ha osservato: “Oggi ci sono nuove forme di peccato che prima neanche si immaginavano. Le nuove frontiere della bioetica, innanzitutto, ci mettono di fronte ad alterazioni moralmente illecite e che riguardano un campo molto esteso”, per poi sottolineare come “il ricorso ad alcune tecniche di fecondazione artificiale, quale la Fivet, cioè la fecondazione in vitro, non sono moralmente accettabili”. Ciò che preoccupa maggiormente il vescovo Girotti è il concepimento, che “deve avvenire in modo naturale tra i due coniugi”, poiché la fecondazione in vitro offre la possibilità di congelamento degli embrioni, considerati dalla bioetica cattolica persone a tutti gli effetti.

La fecondazione assistita è solo la punta dell’iceberg della nuova linea del Vaticano a fronte di una serie di nuovi peccati sociali, che includono il controllo delle nascite, gli esperimenti considerati di dubbia moralità sulle cellule staminali e sullo studio del Dna, ma anche l’abuso di droghe, l’inquinamento e l’eccessiva ricchezza, che accresce il divario tra ricchi e poveri nel mondo, perché “oggi non si offende Dio solo rubando o bestemmiando, ma anche con azioni di inquinamento sociale, rovinando l’ambiente, compiendo esperimenti scientifici moralmente discutibili, dando vita a manipolazioni genetiche per alterare il Dna o compromettere l’embrione. Compie peccato chi si droga e spaccia e chi evade le tasse e chi, avendo responsabilità socio-politiche, provoca ingiustizie, povertà o eccessivi accumuli di ricchezze destinati a pochi”.

Altra urgente e delicata questione da gestire per la Penitenziaria Apostolica riguarda il quarto sacramento, la confessione, in crisi ormai da anni come fa notare una ricerca condotta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, secondo cui il 60 per cento dei credenti ha smesso di confessarsi. Il vescovo Girotti ha poi osservato come sia “impressionante oggi il fenomeno dell’indifferenza nei confronti della confessione. Attualmente nella Chiesa la posizione di questo sacramento non è delle migliori, né sul piano della pratica, né su quello della comprensione, mentre, tra i fedeli, si va affievolendo la coscienza del peccato”.

“La Santa Sede, specialmente attraverso la Penitenzieria, si fa carico dell’impegno di approfondire e valorizzare il sacramento della misericordia e della penitenza”, ha sottolineato il vescovo, anche attraverso l’istruzione dei giovani sacerdoti, affinché abbiano “lo strumento perché prendano piena consapevolezza del grande impegno che loro hanno”.