Reddito di cittadinanza, il padre dell’ex Br Federica Saraceni: “La inforniamo come i nazisti?”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Ottobre 2019 10:14 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2019 10:14
Reddito di cittadinanza, il padre dell'ex Br Federica Saraceni: "La inforniamo come facevano i nazisti?"

Federica Saraceni nell’aula bunker di Rebibbia – Foto archivio Ansa

ROMA – “Dobbiamo infornarla come facevano i nazisti?”. Così Luigi Saraceni, l’ex toga rossa poi parlamentare con Ds e Verdi, prende le difese della figlia, Federica, finita al centro di una bufera politica per aver ricevuto il reddito di cittadinanza nonostante si trovi ancora agli arresti domiciliari per l’omicidio di Massimo D’Antona

Federica Saraceni, ex brigatista con due figli e senza reddito, ha diritto ad un assegno di 623 euro al mese. Per l’Inps i requisiti reddituali, patrimoniali e occupazionali ci sono, perché la norma prevede che il blocco si applichi a chi ha avuto una condanna nei dieci anni che precedono la richiesta. E la sentenza definitiva della Saraceni risale a 12 anni fa.

“Non sempre quello che è legale è giusto”, dice Olga D’Antona, la moglie del giuslavorista ucciso dalle Nuove Br. Mentre dalla politica si è levato un coro trasversale di proteste. Furiose Lega e Fratelli d’Italia, ma anche il Pd che per bocca dell’ex ministro Marianna Madia, parla di “norma sbagliata da correggere”. 

Luigi Saraceni però non ci sta. L’ex magistrato è convinto che la figlia abbia diritto al sussidio e che questo sia solo un attacco pretestuoso al reddito di cittadinanza. “Al di là del caso particolare di mia figlia, una persona che è stata condannata alla fine di una lunga pena, che non ha un reddito, mi dica cosa dovrebbe fare: darsi alla prostituzione, la buttiamo nella discarica, le diciamo di andare a fare delle rapine? Oppure ce ne prendiamo carico?”, ha detto ai microfoni di Radio Capital.

“Lo chiedo non alla destra becera e reazionaria. Mi rivolgo alla sinistra. Dico a Marianna Madia che mia figlia percepiva prima il reddito di inclusione, che è stato introdotto dal governo Renzi, l’onorevole si dovrebbe mettere d’accordo con sé stessa”.

Quindi spiega: “Fino ad ora mia figlia, in questi 15 anni, è stata aiutata dalla famiglia, ci sono due bambini di mezzo. Ora è arrivato un piccolo contributo, che è veramente piccolo rispetto alle sue esigenze. L’attacco a mia figlia è un attacco politico al reddito di cittadinanza. La sinistra ci ripensi, e non lo elimini, perché è una legge giusta. Mia figlia non ha reddito, ma dice: toglietemi il reddito di cittadinanza, ma datemi un lavoro, invece di farmi marcire in casa. Ma nessuno vuole darle un lavoro. Dopo 15 anni di arresti domiciliari, ha diritto ad avere un lavoro. Che facciamo con mia figlia, come facevano i nazisti con gli ebrei, che li infornavano?”.

Fonte: Radio Capital