Federico Aldrovandi, ex questore di Ferrara: “Col taser sarebbe vivo”. La madre lo corregge: “Morì per le botte”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 settembre 2018 14:46 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2018 14:46
Federico Aldrovandi, ex questore di Ferrara: "Col taser sarebbe vivo". La madre lo corregge: "Morì per le botte"

Federico Aldrovandi, ex questore di Ferrara: “Col taser sarebbe vivo”. La madre lo corregge: “Morì per le botte” (Foto Ansa)

BOLOGNA – Se ci fosse stato il taser, Federico Aldrovandi sarebbe ancora vivo. Lo sostiene, in un’intervista al Resto del Carlino, Antonio Sbordone, questore di Reggio Emilia, già a capo della polizia ferrarese, a proposito del caso del ragazzo di Ferrara che nel 2005 morì durante un controllo di polizia.

Per la morte di Aldrovandi quattro agenti sono stati condannati per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. Reggio Emilia è una delle città scelte per la sperimentazione del taser, la pistola elettrica che, nei giorni scorsi, è stata usata per la prima volta.

“Io ho visto – ha detto Sbordone – cosa è accaduto a Ferrara dopo il caso Aldrovandi, anche se non ero io il questore presente quell’anno. Questo ragazzo, se ci fosse stato il taser, sarebbe ancora vivo. Per fermare un giovane alto un metro e 90 agitatissimo hanno dovuto usare anche i manganelli”.

Non la pensa così la madre di Aldrovandi, Patrizia Moretti, che ha ricordato: “Federico è morto perché hanno continuato a pestarlo, schiacciarlo e a dargli calci nella testa quando era già stato immobilizzato e stava chiedendo aiuto. Mi dispiace che si possa giustificare uno strumento pericolosissimo come il taser con questo paragone che non ha senso”, ha detto Moretti, rimasta amareggiata dalle parole dell’ex questore di Ferrara.

“Il taser – sottolinea la madre di Aldrovandi – è un’arma: il problema è la formazione e la cultura dei rapporti con le persone di chi usa strumenti che possono essere letali”. La donna contesta anche l’affermazione secondo cui i poliziotti, quella sera del 2005, dovettero usare i manganelli “per fermare un giovane agitatissimo di un metro e 90”. “Federico era alto un metro e 75 e pesava 60 chili – ricorda la madre -, evidentemente l’ex questore di Ferrara non si è informato bene, poteva almeno leggere le carte”.

Anche il padre di Federico, Lino Aldrovandi, ha replicato all’ex questore. Parlando con Repubblica ha detto: “Mi viene da pensare che quella maledetta mattina il taser non sarebbe stato da usare su Federico, ma su chi lo stava uccidendo senza una ragione”.