Cronaca Italia

Laura Pettenello: figlio annega, lei guarda. Assolta: “In quel momento incapace”

pedaloFIRENZE – Nell’estate del 2011 Laura Pettenello prese un pedalò per fare un giretto con il figlio davanti alla spiaggia della Feniglia. Federico Cassinis, 18 mesi, morì quel giorno: asfissia da annegamento. Non cadde all’improvviso in acqua, tutto il processo successivo alla morte del piccolo verteva intorno alla presunta responsabilità della mamma che, depressa, avrebbe causato la morte del figlio. Laura Pettenello è stata ora assolta perché ritenuta incapace di intendere e volere.

Non era in grado di capire quello che faceva, quel 9 agosto 2011, questo dice in sostanza la giudice che l’ha assolta, Valeria Montesarchio, al termine del processo celebrato con rito abbreviato su richiesta degli avvocati della Pettenello.

L’imputazione era pesante: omicidio volontario premeditato. E la premeditazione era sostenuta, dall’accusa, anche per via di alcune email, di alcune ricerche su Google fatte dalla donna prima della morte di Federico. Un disagio che covava da tempo. Laura scriveva a un amico per chat: “Vorrei che questo bambino sparisse dalla mia vita”,”non riesco ad amarlo”. Una perizia chiesta e ottenuta dalla pm Maria Navarro aveva portato alla luce alcune ricerche fatte su Google da Laura Pettenello. Fanno venire i brividi: ”reato di abbandono del proprio figlio”, ”polmonite da aspirazione di acqua saponata”, ”infanticidio”.

Questa donna, dopo aver trascorso un periodo in una clinica specializzata, è libera dall’estate scorsa perché ritenuta non pericolosa socialmente. Il marito, Lorenzo Cassinis, padre di Federico, ha invece patteggiato la pena di 8 mesi per l’accusa di concorso colposo in omicidio volontario.

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