Federico Leonelli, telecamere di sorveglianza potrebbero aver ripreso l’omicidio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Agosto 2014 10:23 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2014 10:23
Federico Leonelli, telecamere di sorveglianza potrebbero aver ripreso l'omicidio

Il luogo del delitto a Roma (Foto Ansa)

ROMA – Sono 16 le telecamere di videosorveglianza del palazzo dove Federico Leonelli ha ucciso e decapitato la colf ucraina Oksana Martseniuk. Gli inquirenti hanno sequestrato le telecamere e stanno visionando i filmati e almeno una potrebbe aver ripreso quanto accaduto, dall’omicidio della colf alla sparatoria tra Leonelli e gli agenti intervenuti sul posto.

Lorenzo D’Albergo e Francesco Salvatore su Repubblica scrivono:

“La prima missione del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del sostituto Luigi Fede, infatti, è fare luce su tutti i punti ancora oscuri nell’aggressione che è costata la vita alla 38enne dell’est. Determinante in tal senso sarà il risultato dell’autopsia sul corpo della donna di servizio: i medici legali del policlinico Tor Vergata oggi dovranno chiarire se la 38enne sia stata violentata e se sia morta prima di essere decapitata o proprio per i colpi al collo inferti da Leonelli”.

Anche il corpo di Leonelli sarà esaminato:

“si punta a capire quanti proiettili abbiano raggiunto l’uomo e quale sia stato il colpo fatale. In ogni caso, per i poliziotti che hanno fatto fuoco contro il 35enne (e che sono stati ascoltati in questura assieme ai vigili del fuoco intervenuti sul posto) gli inquirenti propendono per la legittima difesa. Secondo i pm, insomma, gli agenti delle volanti sarebbero stati costretti a sparare per salvarsi la vita ed evitare la furia assassina di Leonelli, che nel frattempo è stato iscritto sul registro degli indagati. Un atto dovuto per permettere alla squadra mobile di concludere tutti gli accertamenti già disposti dalla procura”.

La tesi del tentato stupro intanto si smonta e secondo gli inquirenti a scatenare la furia omicida dell’uomo potrebbe essere stata una lite con la colf, che potrebbe aver visto Leonelli allenarsi con i coltelli:

“I poliziotti nelle prossime ore continueranno a controllare che tra le centinaia di file non si nasconda anche una sorta di diario, una confessione digitata dall’uomo prima di commettere il più sanguinolento degli omicidi. Forse con un coltello acquistato su un sito israeliano, come stanno cercando di accertare gli inquirenti”.

Michela Allegri e Sara Menafra sul Messaggero riportano le parole di Giovanni Cialella, il proprietario della villa dell’Eur divenuta il luogo del delitto:

“«Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere, non avevo sospetti su di lui quando l’ho ospitato e lasciato da solo a casa mia» ha detto ieri agli investigatori Giovanni Ciallella, il proprietario della villa dell’Eur che conosceva da due anni Leonelli e per questo aveva accettato di ospitarlo mentre lui si trovava fuori Roma in vacanza”.