Fedhel Moncer arrestato: progettava attentato dinamitardo a caserma dei carabinieri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Gennaio 2019 11:00 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2019 11:00
Fedhel Moncer arrestato: progettava attentato dinamitardo a caserma dei carabinieri (foto Ansa)

Fedhel Moncer arrestato: progettava attentato dinamitardo a caserma dei carabinieri (foto Ansa)

PALERMO – Aveva anche progettato un attentato dinamitardo a una caserma dei carabinieri Fadhel Moncer, il tunisino fermato e ritenuto a capo dell’organizzazione che gestiva viaggi di migranti tra la Tunisia e le coste siciliane. Organizzazione scoperta dalla Finanza.

Moncer, tunisino da anni residente in Italia, è stato fermato nella notte tra lunedì e martedì 15 gennaio assieme ad altre 11 persone.

Già arrestato nel 2012 per un traffico di armi e droga tra Francia e Italia, Moncer aveva intenzione di far saltare in aria la caserma.

L’intercettazione. “Faccio saltare la caserma, già sto mettendo da parte, ogni volta, uno-due chili… appena cominciano ad essere cinquanta, cento chili, ti faccio sapere com’è… ti faccio spostare tutta la caserma a mare”, diceva Moncer non sapendo di essere intercettato. “Arrivo a scoppiare una bomba dietro la caserma dei carabinieri a Marsala, che succede? Sai, gli sbirri scappano da Marsala”, spiegava al suo interlocutore. L’arresto però fece saltare il progetto.

L’organizzazione. La banda reclutava i profughi e raccoglieva grosse somme di denaro per la traversata: fino a 3.000 euro.

Secondo gli inquirenti, l’organizzazione era in grado di cambiare rotte e modalità dei viaggi sfruttando la vicinanza dell’isola di Lampedusa alle coste tunisine, la disponibilità di due pescherecci italiani – particolarmente attivi sul tratto di mare che separa l’isola italiana dalla costa africana – e grazie alla complicità di italiani in grado di eludere i controlli delle forze dell’ordine e far allontanare dalla costa i profughi una volta sbarcati.

Alcuni indagati sono stati bloccati nel porto di Palermo, mentre erano in partenza per la Tunisia, con denaro contante per oltre 30mila euro. Contestualmente è in corso il sequestro di 3 aziende del trapanese riconducibili al capo dell’organizzazione (un ristorante, un cantiere nautico e una azienda agricola), nonché di diversi immobili, automezzi, due pescherecci, denaro contante e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.