Felice Maniero: “Mia figlia uccisa? No, avrei fatto strage”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2015 10:02 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2015 10:02
Felice Maniero: "Mia figlia uccisa? No, avrei fatto strage"

Felice Maniero: “Mia figlia uccisa? No, avrei fatto strage”

ROMA – Felice Maniero, ex boss della Mala del Brenta, smentisce che la figlia Elena sia stata uccisa. La ragazza è morta nel 2006 e il suo decesso è stato archiviato come suicidio. Ma ora un’intervista a Giancarlo Carpi, esponente neonazista della Legione Brenno, rimescola le carte in tavola. Carpi ha raccontato a Report che la ragazza non si sarebbe lanciata dal sesto piano di un condominio a Pescara, ma sarebbe stata uccisa. Una notizia smentita dal padre, che ha replicato: “Mia figlia si è uccisa. Se avessi avuto un solo dubbio sulla sua morte avrei fatto una strage”.

Maurizio Dianese sul Gazzettino scrive che Maniero, ex boss tutt’ora sotto protezione, è convinto che la morte della figlia sia stata un caso di suicidio:

“Per mia figlia avrei dato la vita. Quando mi hanno telefonato da Pescara e mi hanno detto che era morta, mi è crollato il mondo addosso. Dubbi sul suicidio? Se avessi avuto un solo dubbio che invece di uccidersi era stata ammazzata, avrei fatto una strage. Mai in nessun momento, né io né gli investigatori abbiamo avuto sospetti. Elena aveva lasciato un diario in cui raccontava per filo e per segno la sua disperazione. Era depressa dopo la separazione dal marito”.

Diversa la versione di Carpi, esponente di una organizzazione di neonazisti col pallino delle armi, che si era resa protagonista agli inizi degli anni 2000 di un agguato a tre poliziotti sul cavalcavia di Marghera. Carpi è stato 6 anni nel carcere di Padova e uno dei detenuti, che faceva parte della banda di Maniero, gli avrebbe raccontato che Elena era stata uccisa per vendette dopo il pentimento del boss:

“Ma Felice Maniero taglia corto. “Mi avevano chiamato quelli di Report per chiedermi se volevo intervenire in trasmissione. Con loro non voglio avere nulla a che fare da quando hanno messo in pericolo la mia famiglia. Un paio di mesi fa infatti hanno fatto una puntata su di me solo per rivelare il mio nuovo nome, mettendo così a rischio la nostra incolumità, senza aggiungere nulla di nuovo a quel che già si sa su di me. Io ho sempre detto che sul sottoscritto potete scrivere quel che volete, ma lasciate stare la mia famiglia. Che cosa c’entrano i miei figli?».

E per quanto riguarda Elena Maniero, morta nel 2006, Maniero non ha dubbi che sia stata lei a decidere di buttarsi dal 6 piano di un condominio di Pescara nel quale abitava. “Nessun dubbio. Fin dal primo momento. Sono andato sul posto a vedere di persona. Ho controllato di persona. Ho letto e riletto mille volte il suo diario e non c’è alcun dubbio che si sia suicidata. Lo ripeto, sarei tornato in galera per vendicare mia figlia. Mi sarei ammazzato o avrei ammazzato. Elena si è uccisa e già questo per un padre è durissimo da sopportare. Perché non la lasciano in pace? E perché non mi lasciano in pace? Lo dico alla Gabanelli, per la seconda volta. Come si fa a costruire una trasmissione sul sentito dire di un banditello qualsiasi. Chi è questo Carpi? Mai sentito, mai visto, mai concosciuto. E’ un altro che vuole farsi un nome a spese mie. L’ho scritto alla Gabanelli, due mesi fa: la stimavo come una brava persona e una brava giornalista e invece vedo che per fare audience ha messo a repentaglio la nostra vita»”.