Ferrara: nigeriani aggrediscono carabinieri, pensavano avessero ucciso loro connazionale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2019 19:28 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2019 8:23
Ferrara: nigeriani aggrediscono carabinieri e esercito, pensavano avessero ucciso un loro connazionale

Ferrara: nigeriani aggrediscono carabinieri e esercito, pensavano avessero ucciso un loro connazionale

FERRARA – Pensavano che il loro connazionale fosse morto, dopo essere stato investito da un’auto. Per questo a Ferrara un numeroso gruppo di nigeriani ha attaccato i carabinieri, accusati di aver investito l’uomo (che non era morto). E’ stato necessario l’intervento dell’esercito, e anche in quel caso gli immigrati se la sono presa con gli uomini in divisa.

E’ Matteo Salvini a promettere un intervento di persona a Ferrara, come ministro dell’Interno. Già in passato aveva commentato gli episodi di criminalità nella zona, che hanno spesso al centro gli africani, in tanti nell’area tra stazione, stadio e grattacielo. “Roba da matti. Grazie alle Forze dell’ordine. Sarò presto in città per mettere un po’ di cose a posto”, ha detto il vicepremier.

Tutto si è innescato per un cortocircuito nel passaparola. Verso le 20.30 uno spacciatore nigeriano di 28 anni è sfuggito a un controllo dei carabinieri e nell’inseguimento è stato investito da una Dacia Duster, guidata da un privato cittadino. E’ stato portato all’ospedale, in condizioni non gravi. Ma la voce che si è sparsa tra diversi suoi connazionali era che fosse morto, travolto dagli stessi militari: e così gli africani sono scesi in strada, a protestare.

Hanno rovesciato i bidoni e in mezzo a viale Costituzione si è creato un tappeto di rifiuti e bottiglie di vetro rotte. Non ci sarebbero stati contatti con le forze dell’ordine, ma solo grida e espressioni di rabbia. E’ stato necessario però chiamare un mediatore culturale per spiegare al gruppo inferocito che il giovane era solo ferito e a quel punto la tensione si è abbassata. Il 28enne è stato poi denunciato per detenzione di stupefacenti perché trovato in possesso di una piccola quantità di droga e i carabinieri sono al lavoro per identificare i partecipanti alla rivolta.

I residenti del Gad (il quartiere in cui si è svolto tutto), riuniti in associazione, chiedono “qual è la reale situazione di sicurezza che esiste nel quartiere” e un incontro con questore, prefetto e sindaco per “avere informazioni chiare, precise e veloci su quanto è realmente accaduto”. Per il primo cittadino, Tiziano Tagliani, quanto successo é “un sintomo evidente di una tensione complessiva del nostro Paese che nuoce alla tranquillità dei cittadini italiani e che non può non essere messa in relazione con il decreto sicurezza; un decreto, come ho già detto appena uscito, che non migliora i livelli di sicurezza ma rischia di diventare una nuova emergenza”.