Ferrara: “troppo amore” verso il figlio. Madre e nonni materni a processo

Pubblicato il 13 Ottobre 2009 8:17 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2009 8:53

Un amore soffocante, eccessivo, che finisce per trasformarsi in «maltrattamenti aggravati». Per questo motivo, a Ferrara, sono finiti sotto processo la madre e i due nonni materni di un ragazzo di soli dodici anni.

L’ipotesi dell’accusa è quella di aver costruito attorno al ragazzino un vero e proprio “muro isolante”, una barriera protettiva malsana in grado di minare la corretta crescita del giovane.

Mamma e nonno, in verità, alla sbarra c’erano finiti, più o meno per lo stesso motivo, già nel 2004 e si erano presi una condanna a un anno e due mesi con rito abbreviato.

La storia del ragazzino, almeno in una prima fase, è una storia come tante: i genitori si separano quando lui è ancora in fase e il padre va a vivere altrove. La mamma, allora, torna dalla famiglia d’origine.

E per il ragazzo comincia l’isolamento iperprotettivo: l’unico “svago” è la scuola. Per il resto al giovane è impedito di fare sport, andare in parrocchia, frequentare coetanei e partecipare a qualsiasi attività extrascolastica. Fino al 2004, quando dopo una relazione dei servizi sociali è arrivata la prima condanna.

A rivelare questo stato di cose il padre del ragazzo che accusa e sostiene di essere stato tagliato completamente fuori dalla vita del ragazzo al punto da non riuscire a vederlo da 9 anni, almeno secondo quanto affermato dal suo legale.

Per l’avvocato del ragazzino, Andrea Marzola, invece,  «l’ostacolo principale è sempre stata la figura del nonno: autoritario, con un notevole ascendente sulla madre del bimbo, è lui che non ha mai voluto che ci fossero contatti tra il nipote e il genitore».

«In prima elementare — prosegue il legale — la maestra notò che faceva addirittura fatica a salire le scale. Non sapeva correre. Aveva la capacità motoria di un bambino di tre anni».

Diverso, invece, il parere dell’avvocato della madre, il senatore Pdl, Alberto Balboni, che difende la madre: «Rispetto al 2004, la situazione è migliorata: il ragazzino frequenta con buoni risultati la scuola, va in parrocchia, vede qualche amico. Il vero problema sono i rapporti tra gli ex coniugi: il figlio ha bisogno di loro, di tutti e due».