“Voglio la mamma”. Figlia rifiuta il papà, insegnate interviene e scatta la lite

Pubblicato il 18 Ottobre 2012 12:04 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2012 12:07
Bimba rifiuta il papà che va a prenderla a scuola

VENEZIA – “Voglio la mamma“. Il papà la aspetta fuori scuola, la figlia lo vede e si rintana nell’istituto, una scuola media di Mestre. La ragazzina urla, il padre la insegue. Una scena che non poteva passare inosservata, soprattutto dopo il caso del video choc di Cittadella.

E’ allora che un’insegnante di un’altra classe interviene in difesa della piccola, suscitando le ire del padre, scrive il Gazzettino. L’uomo avrebbe aggredito verbalmente la docente, che spaventata chiama la polizia. Gli agenti arrivano a scuola, ma il diverbio è ormai concluso.

Tutto inizia intorno alle 13, orario di uscita dalla scuola. Il papà va a prendere la figlia, che frequenta la prima media, ma lo rifiuta invocando la mamma. I genitori della ragazzina sono separati ed hanno ottenuto l’affidamento condiviso. Davanti alla reazione agitata della bambina interviene una docente, scrive il Gazzettino:

“A questo punto che la situazione rischia di precipitare con il genitore che mal tollera quella che interpreta come una intromissione inopportuna e sconsiderata di una estranea e va in escandescenze, pare aggredendo verbalmente la docente. Lui ha tutto il diritto di occuparsi della figlia e non sta commettendo alcun abuso o sopruso. Il diverbio fra i due risulta piuttosto acceso e veemente, condito sembra da offese e insulti, tanto da spingere la donna a chiamare il 113 intimorita dall’inaspettata reazione”.

La vicenda di Leonardo, il bimbo di Cittadella conteso dai genitori e portato via dalla polizia, è un ricordo ancora troppo forte, scrive il quotidiano:

“Fortunatamente non si trattava di una lite fra genitori come all’inizio si era potuto ipotizzare. Certo è che l’episodio avrebbe evidenziato per lo meno il disagio dalla ragazzina, la quale si è tranquillizzata solo alla vista della madre con cui poi è rientrata a casa”.

Per la bambina tutto si è concluso bene. La mamma l’ha riportata a casa e non ci saranno ripercussioni per quel padre che cercava di tenerla con sé, come previsto dall’affidamento condiviso. Nessuno “strascico penale”, scrivo il Gazzettino, a meno che a denunciare non sia la docente o lo stesso uomo:

“Da quanto si è potuto appurare non vi saranno strascichi penali a meno che la professoressa – che non ha fra i suoi allievi la bambina in questione – o lo stesso genitore decidano di procedere a querela di parte. Ma una volta conclusi gli approfondimenti sull’accaduto, scatterà comunque da parte della polizia una segnalazione al Tribunale dei minori”.