Figlio di Beppe Grillo accusato di violenza da una turista: perquisita la villa del padre a Bibbona

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Settembre 2019 11:18 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2019 11:21
Figlio di Beppe Grillo accusato di violenza da una turista: perquisita la villa del padre a Bibbona

La villa di Beppe Grillo a Marina di Bibbona (Ansa)

ROMA – Figlio di Beppe Grillo accusato di violenza di gruppo da una turista scandinava, perquisita la villa del padre a Bibbona. Come riporta La Stampa, Villa Corallina, ubicata sulla spiaggia di Marina di Bibbona in Toscana, è stata perquisita per vicende che nulla hanno a che fare con la politica, ma in relazione al presunto stupro ai danni di una modella norvegese e per il quale al momento sono indagati il figlio di Beppe Grillo, Ciro, e tre suoi amici.

La perquisizione è avvenuta il 29 agosto ed è stata condotta dai carabinieri di Milano che hanno sequestrato il cellulare di Ciro Grillo per trovare eventuali prove, tra cui un video che, secondo la difesa, mostrerebbe un rapporto consenziente. Grazie a un programma informatico chiamato Ufed, si potrebbe arrivare a un vero punto di svolta. Il programma infatti permette alle forze dell’ordine di estrarre dai telefoni tutti i dati cancellati. Dai messaggi alle chiamate, passando per foto e video.

I fatti, ancora tutti da accertare, risalgono al 16 luglio e riguarderebbero una serata trascorsa all’insegna del divertimento, poi terminata nella villa a Porto Cervo del fondatore del Movimento 5 Stelle. Lì, secondo il racconto della ragazza, si sarebbe consumato il presunto stupro di gruppo. Mentre i quattro giovani sostengono che si è trattato di un rapporto consenziente. 

Tutti sono stati interrogati per ore dal pm Laura Bassani della Procura di Tempo Pausania. Tutti negano ogni addebito. La denuncia, è uno degli argomenti della difesa, è stata presentata solo 10 giorni dopo, quando la presunta vittima è rientrata a Milano. Nel frattempo la ragazza avrebbe continuato la sua vacanza in Sardegna, con tanto di foto pubblicate sui social network. (Fonte La Stampa).