Figlio di due donne, Corte d’Appello: “Anche quella non biologica è madre”

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 luglio 2018 19:33 | Ultimo aggiornamento: 5 luglio 2018 19:33
Figlio di due donne, Corte d'Appello: "Anche quella non biologica è madre"

Figlio di due donne, Corte d’Appello: “Anche quella non biologica è madre”

NAPOLI – Anche il genitore non biologico di una coppia unita civilmente, sia essa una coppia etero o omosessuale, è genitore sin dalla nascita se ha accettato e condiviso il progetto della procreazione assistita di un figlio. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Lo dice una sentenza rivoluzionaria della Corte di Appello di Napoli che ha accolto la richiesta di adozione del figlio della partner presentata da una donna unita civilmente con un’altra donna.

La legge 40 del 2004, infatti, consente per i figli nati da procreazione medicalmente assistita in Italia e all’estero, il riconoscimento automatico come genitori di entrambi i partner di una coppia che hanno dato il loro assenso all’inseminazione. Non solo.

Per la prima volta i giudici, interpretando in maniera innovativa la legge 40, hanno anche sancito che la parola coppia in un’unione tra due soggetti oggi va interpreta come unione tra donna e donna, oppure come unione tra uomo e uomo.

Il Tribunale per i Minorenni di Napoli aveva respinto la richiesta della madre “non biologica” di adottare il bambino mediante il meccanismo della cosiddetta stepchild adoption, ammesso dalla Corte di Cassazione dal 2016 malgrado le polemiche che hanno accompagnato l’approvazione della cosiddetta legge Cirinnà.

Grazie a questa sentenza adesso il bimbo della coppia che si è rivolta alla Corte di Appello di Napoli, e che compierà 7 anni il prossimo novembre ha due mamme e potrà portare i cognomi di entrambe le donne. La sentenza, inoltre, corre in aiuto ai sindaci che potrebbero finire sotto indagine per avere iscritto come genitori due mamme, oppure due papà, negli atti di nascita di bambini nati con la procreazione medicalmente assistita. Il primo caso è accaduto a Torino, con il sindaco Chiara Appendino, lo scorso 23 aprile. Ne seguirono molti altri, da Milano a Bologna, da Firenze a Napoli, da Palermo a Catania.