Figlio maggiorenne può lavorare? Cassazione: “Genitori non sono obbligati a mantenerlo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2019 20:38 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2019 20:38
Figlio maggiorenne, per Cassazione mantenerlo non è obbligatorio

Figlio maggiorenne può lavorare? Cassazione: “Genitori non sono obbligati a mantenerlo (Foto Ansa)

ROMA – Non può essere condannato per il reato di violazione degli obblighi di assistenza (articolo 570 cp) chi non versa l’assegno di mantenimento dovuto al figlio maggiorenne che è in grado di lavorare. Lo spiega la sesta sezione penale della Cassazione affermando che “non integra il reato in parola la mancata corresponsione dei mezzi di sussistenza a figli maggiorenni non inabili al lavoro, anche se studenti”.

La Corte ha per questo assolto “perché il fatto non sussiste” il padre di una ragazza, che invece era stato condannato in primo e secondo grado (dal tribunale di Ascoli Piceno prima e poi dalla Corte d’appello di Ancona) per avere omesso di versare le somme stabilite dal giudice in favore della figlia. L’uomo aveva quindi presentato ricorso in Cassazione, sottolineando che la ragazza era maggiorenne, che aveva “raggiunto una condizione di autosufficienza economica” e che aveva “abbandonato il domicilio domestico, per libera scelta, dopo il decesso della madre”. 

I giudici di piazza Cavour gli hanno dato ragione: “L’onere di prestare i mezzi di sussistenza, penalmente sanzionato – si legge nella sentenza depositata oggi – ha un contenuto più ristretto di quello delle obbligazioni previste dalla legge civile”. L’articolo 570 del codice penale, osserva la Corte, punisce chi “fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore ovvero inabili al lavoro” e, come già chiarito in precedenti sentenze, per inabilita’ lavorativa va intesa solo quella “totale e permanente”. Nel caso in esame, “risulta chiaro – conclude la Cassazione evidenziando “l’insussistenza dei presupposti dell’incriminazione in oggetto” – che la ragazza non era inabile al lavoro, tanto che svolgeva un lavoro con contratto part-time”