Mazzette e consulenze per la Serravalle, le accuse contro Filippo Penati

Pubblicato il 11 ottobre 2011 10:48 | Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2011 10:48

Filippo Penati (Folto Lapresse)

MILANO – Nessun flusso di tangenti, solo qualche contributo al partito per le necessità locali. Così Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della provincia di Milano, ha risposto alle domande dei magistrati durante un interrogatorio di 8 ore. Penati è indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti.

I pubblici ministeri si stanno concentrando sull’aumento delle consulenze per la Milano-Serravalle e sulle presunte mazzette girate all’estero per finanziare l’area ex Falck. Dalla Svizzera sono arrivate alcune risposte sulle tangenti (eventuali) da 4 miliardi di lire che, secondo le accuse dei costruttori Giuseppe e Luca Pasini, Penati avrebbe chiesto per l’acquisto e la riqualificazione dell’area Falck.Quattro miliardi che in realtà sarebbero solo la prima tranche dei 20 chiesti da Penati.

La rogatoria in Svizzera ha permesso di trovare due conti a Lugano dai quali i Pasini avrebbero prelevato circa 400mila euro, secondo l’accusa il resto della mazzetta. L’obiettivo della procura di Monza è capire se fossero destinati ai politici.

Per quanto riguarda l’autostrada Milano-Serravalle al vaglio degli inquirenti ci sono le numerose consulenze. Durante un’interrogatorio ne ha parlato una funzionaria del controllo interno della società. La donna ha parlato del caso di Renato Sarno, architetto vicino a Penati che secondo la testimonianza dell’imprenditore Di Caterina sarebbe stato l’uomo che avrebbe portato all’estero i soldi dell’ex presidente della Provincia. Sarno, tra i finanziatori dell’associazione di Penati “Fare Metropoli”, ha percepito delle parcelle dalla Serravalle che Repubblica quantifica così: “Dai 2 milioni e 33mila euro del 2005, si è passati ai 3 milioni e 162mila euro del 2009: un balzo di oltre il 50 per cento, con un incremento significativo tra il 2006 e il 2007. Una “generosità” sulla quale pm e Fiamme gialle vogliono far luce”.