Filippo Penati condannato per l’acquisto della Milano-Serravalle: la Corte dei Conti ribalta l’assoluzione

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Luglio 2019 14:53 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2019 14:53
Filippo Penati

Filippo Penati (Foto Ansa)

MILANO  –   La Corte dei Conti della Lombardia ha ribaltato in appello le sentenze di assoluzione al processo per l’acquisto da parte della Provincia di Milano del 15% delle azioni della Milano-Serravalle dal gruppo Gavio. L’ex presidente Filippo Penati e altre undici persone sono state condannate a risarcire 44,5 milioni di euro. 

La sentenza d’appello della Corte dei Conti è relativa alla vicenda della “sopravvalutazione dei titoli azionari” della Milano Serravalle-Milano Tangenziali Spa ed è stata pronunciata in accoglimento del ricorso della Procura regionale lombarda e contro la sentenza di primo grado del 2015.

I giudici di secondo grado hanno condannato Penati e gli altri (tra cui anche l’ex segretario generale della Provincia di Milano, Antonino Princiotta, e l’ex collaboratore di Penati, Giordano Vimercati) al risarcimento per un totale di circa 50 milioni di euro in favore della Regione Lombardia, socio pubblico che è subentrato alla provincia di Milano nella società holding ASAM.

La sentenza

“La gestione della fase precontrattuale – scrivono i giudici nella sentenza – ed il suo esito finale con il pagamento di un sovrapprezzo stimato nel valore superiore al 30% di quello del pacchetto azionario acquistato senza la copertura di una perizia e facendo a meno di assistenza qualificata (…) rimangono parti oscure dell’intera vicenda, che avrebbe dovuto essere gestita con perizia e prudenza dal Penati” e dagli altri.

Per i giudici sono “evidenti” in questo caso dimostrazioni di “impreparazione ed incompetenza” nella gestione di “un’operazione commerciale avendo di fronte un contraente certamente abituato e spregiudicato nella conduzione di iniziative finanziarie e commerciali”.

La Corte dei Conti lombarda ha stabilito, in particolare, che Penati dovrà versare oltre 19,7 milioni di euro “in favore della Regione Lombardia”. In totale, comprese le condanne delle altre 11 persone, l’ammontare dei risarcimenti stabiliti nella sentenza sfiora i 50 milioni.

I giudici hanno ritenuto di ripartire il danno in percentuali: “40% Penati”, “30% Princiotta”, ex segretario generale della Provincia, “20% Vimercati e Saporito”, rispettivamente ex collaboratore di Penati ed ex dg della Provincia, ed “il restante 10% agli assessori della Giunta provinciale di Milano”.

Penati: “Ora ricorso, ma la mia battaglia è contro il cancro”

“I miei avvocati faranno ricorso e tutto questo si scioglierà come neve al sole”, le parole di Penati. “Un anno fa – aggiunge – mi è stato riscontrato un cancro, e i medici concordano che è anche conseguenza della mia vicenda giudiziaria. Da un anno sto combattendo. Questa è la sfida più importante della mia vita. Della vicenda Serravalle si occuperanno i miei legali”.

Ad una considerazione politica però l’ex presidente della Provincia di Milano non rinuncia. “Io e la mia amministrazione – sottolinea – abbiamo avuto un solo obiettivo, cioè riportare dentro il controllo pubblico un’importante infrastruttura”. Una questione, quella del controllo sulle autostrade, che “oggi mi pare sia tornata all’ordine del giorno del dibattito politico”.

Penati ricorda che già due procure, quelle di Milano e Monza, hanno indagato: indagini finite con l’archiviazione, che la Corte dei Conti nel 2015 ha riconosciuto che quanto “pagato per l’acquisto delle azioni della Serravalle ben poteva essere considerato congruo”, cosa riconosciuta in una lettera di scuse anche dall’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini e che l’appello (ultimo capitolo di una vicenda che va avanti da 14 anni) è durato quattro anni.

Per quanto riguarda il risarcimento, “io sono qui. Abito in affitto in un appartamento di 55 metri quadrati alla periferia di Sesto e vivo della mia pensione di insegnante e di un modesto vitalizio percepito dopo la mia ventennale attività istituzionale in Comune, Provincia e Regione che, con la riforma recente e il passaggio al sistema contributivo mi è stato aumentato di 18 euro”. (Fonte: Ansa)