I pm: “Il sistema tangentizio di Penati”. L’inchiesta sfiora il Pd nazionale

Pubblicato il 12 Giugno 2012 12:36 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2012 20:10

Filippo Penati (LaPresse)

ROMA – I pm di Monza, Walter Mapelli e Franca Macchia, nelle carte dell’inchiesta pubblicate dal quotidiano “Repubblica” descrivo il “sistema Sesto” e il percorso di Filippo Penati alla provincia di Milano.  In una richiesta di intercettazioni i magistrati parlano di “un sistema tangentizio, tuttora operante, a livello comunale ma allargano lo sguardo alle iniziative della Provincia, e attraverso la figura di Penati e del collettore Renato Sarno, a livello di imprenditori di respiro nazionale (gruppo Intinera Gavio) e della direzione nazionale del Partito Democratico”.

E ancora: “Un quadro impressionante (per continuità temporale ultradecennale, per rilevanze delle somme promesse pagate, per l’imponenza delle operazioni economiche sottostanti, per ambiti di riferimento e numero di persone coinvolte) di accordi, progetti e pagamenti illeciti tale da configurare una rete parallela occulta tra politica ed imprenditoria”.

Stando alla ricostruzione del giornale i soldi che sarebbero stati raccolti con le tangenti sarebbero poi arrivati a Roma attraverso lavori dati alle coop rosse.

Secondo quanto riporta Repubblica l’imprenditore Giuseppe Pasini, proprietario delle aree Falk, in un’intercettazione dell’aprile 2011 avrebbe detto: “Quando loro hanno deciso di non farti lavorare, non ti fanno lavorare, ti fanno perdere anche l’anima, pretendono tutto e in cambio non hai mai niente, qua non è che non vogliono i soldi, per darti quello che è il diritto vogliono i soldi, ma tu gli dai i soldi e non ti danno niente”.

Inoltre, riporta ancora Repubblica, in una conversazione del 26 agosto , il funzionario di Banca Intesa Maurizio Pagani (indagato per corruzione nell’inchiesta), è al telefono con il responsabile dell’ufficio legale del colosso bancario, Davide Chemolli. Al telefono, ricordando la trattativa per la cessione del pacchetto azionario della Serravalle dal gruppo Gavio alla Provincia guidata da Penati, Chemalli afferma: ” Il premio di maggioranza che era ampio intorno al 30%, e in quel 30% Penati ha trovato lo spazio di trarsi la sua stecca personale, sua e di Vimercati”. 

Il ruolo delle cooperative. Un’agenzia Ansa riporta anche le intercettazioni delle telefonate tra l’imprenditore Piero di Caterina e il concessionario d’auto di Sesto San Giovanni Paolo Fondrini. ”Loro questa variante la stanno portando avanti, il Comune, non nell’interesse di Pasini, perché di Pasini se ne sbattono i c…, loro la portano avanti perché strozzando il Pasini stanno facendo finire questi 60.000 metri di residenza alle cooperative, con l’idea di portargli via proprio tutto e di dare tutto alle cooperative”.

L’intercettazione è una delle molte depositata tra gli atti dei filoni di indagine appena chiusi dell’inchiesta dei Pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia sul ‘sistema Sesto’. I due commentano di una variante al piano della giunta sestese che riguarda il piano perla riqualificazioni delle aree ex Falck e Marelli, dicendo che in questo modo di vuole ”dare tutto alle cooperative”.