Fiorano al Serio (Bergamo). Firme false su ordini di bonifici per mln di euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2013 18:19 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2013 18:20
Fiorano al Serio (Bergamo). Firme false su ordini di bonifici per mln di euro

Il sindaco di Valbondione, Benvenuto Morandi

VALBONDIONE (BERGAMO) – Firme false su centinaia di ordini di bonifici alla filiale Intesa SanPaolo Private Banking di Fiorano al Serio, in provincia di Bergamo: è l’ipotesi del pubblico ministero che sta indagando su ammanchi per diversi milioni di euro. Il sospetto, scrivono Armando Di Landro e Maddalena Berbenni sul Corriere di Bergamo, è che le firme giudicate apocrife dal consulente calligrafico siano state apposte dall’ex direttore della filiale, sospeso a luglio e licenziato a settembre: il sindaco di Valbondione Benvenuto Morandi, indagato per appropriazione indebita aggravata.

Il consulente calligrafico incaricato dalla Procura ha stabilito che almeno 100 delle 200 distinte di pagamento analizzate non sono autentiche.

Scrivono Armando Di Landro e Maddalena Berbenni:

 

Non sembra esserci, in particolare, nessuna «sovrapponibilità» con la calligrafia di Gianfranco Gamba, l’imprenditore del gruppo Pezzoli che avrebbe scoperto ammanchi per circa 10 milioni di euro, della figlia Simona (anche lei sarebbe stata depredata per una cifra vicina ai due milioni), della moglie Mariuccia Pezzoli, e di altri ex clienti del sindaco di Valbondione, i cui nomi sono contenuti in 13 denunce presentate o in procura o ai carabinieri.

Sotto la lente degli inquirenti sarebbero finiti perfino ordini di bonifici del 2003. E per dieci anni nessuno si era accorto di nulla. Fino alla prima denuncia, presentata da Bruno Anesa, operai che ha lavorato per 30 anni in Svizzera.

Il buco nei conti, al momento, è stato ricostruito solo in parte. Tra i 6 e i 7 milioni sarebbero partiti dai conti di Franco Gamba per finire nei bilanci della Mountain Security, il socio di maggioranza, privato, della Sviluppo Turistico Lizzola, l’azienda degli impianti sciistici partecipata al 48% dal Comune di Valbondione. Tramite gli ordini dei bonifici e gli assegni gli inquirenti tentano di ricomporre il mosaico degli altri soldi che sarebbero scomparsi: «Abbiamo trovato poco, per ora», suggerisce un investigatore. Nel mirino ci sono «piccole» uscite: le ristrutturazioni di due baite sul sentiero che porta al rifugio Brunone, di proprietà di Morandi e di suo fratello; il portone da donare alla parrocchiale di Fiumenero; un concerto di Van De Sfroos durante la campagna elettorale per le comunali del 2011; una spesa da duemila euro per la tomba del padre del sindaco. Lui ha sempre negato, tramite il suo avvocato Angelo Capelli, di essersi tenuto un solo euro. E, nell’intervista al Corriere , ha anche sottolineato che i suoi appunti personali non devono essere associati alle fughe di denaro dai conti dei suoi clienti.