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Firenze, crollo a Santa Croce uccide turista: “Controlli una settimana fa”

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Firenze, crollo a Santa Croce uccide turista: “Controlli una settimana fa”

FIRENZE – Risalgono a una settimana fa gli ultimi controlli di sicurezza effettuati nella basilica di Santa Croce a Firenze, dove un turista spagnolo di 52 anni è rimasto ucciso dal crollo di un capitello della navata destra. La basilica di Santa Croce è una delle chiese più controllate al mondo, ha spiegato Giuseppe De Micheli, segretario generale dell’Opera Santa Croce, cui è affidata la curatela del complesso architettonico.

La procura di Firenze ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Secondo quanto appreso il fascicolo, al momento, è contro ignoti. Eppure solo sette giorni fa, ha detto De Micheli, tutto era in regola. L’Opera, che gestisce la basilica in accordo con il Comune e il ministero dell’Interno, ha elaborato protocolli speciali e molto rigidi sulla sicurezza. Sono il frutto di un accordo ribadito anche da un’intesa di valorizzazione siglata proprio lo scorso anno dal Fondo Edifici di Culto, Comune di Firenze e Opera di Santa Croce. L’art. 6 dell’intesa prevede infatti che l’Opera si assuma l’onere di provvedere a “manutenzione e conservazione del complesso architettonico”. Nell’accordo il Comune compare in quanto proprietario di parte del complesso, ma non della chiesa, che fa parte del Fondo edifici di culto.

I sopralluoghi sono mirati e frequenti, ha assicurato De Micheli: “Il nostro è un complesso, che si estende per 11 mila metri quadri, è sempre aperto un cantiere per i lavori di manutenzione, ma soprattutto di prevenzione. Perché nulla è lasciato al caso, niente all’approssimazione per garantire una visita sicura a tutti”.

Interpellato dall’agenzia Ansa, il responsabile dell’Opera ha precisato che: “Solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”. Risale a circa 10 anni fa, ha ricordato De Micheli, “un restauro generale di ampio respiro sulla parte in cui è successo ciò che è successo”.

Per l’ex sovrintendente del polo museale fiorentino, Cristina Acidini, “non si può escludere l’ipotesi della terribile fatalità”. “Quanto avvenuto, benché terribile, può succedere in un edificio con alle spalle secoli e secoli di storia – spiega Acidini – un comportamento imprevisto e non prevedibile, dei materiali potrebbe accadere pur in presenza di verifiche puntuali e frequenti”. E aggiunge: “Si può fare un parallelismo con quanto talvolta avviene con gli alberi: magari vengono monitorati, curati con assiduità; poi all’improvviso, un colpo di vento li abbatte”. “Conoscendo bene la basilica dico di non poter pensare che quanto è avvenuto oggi sia legato ad incuria: i finanziamenti che riceve il complesso sono consistenti, i controlli, verifiche e manutenzione regolari, periodici ed affidati a specialisti”.

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