Firenze/ Facevano finta di fare rifornimento di benzina con le “multicard” per essere rimborsati dall’azienda. Arrestati 23 camionisti e 9 gestori di stazioni di servizio

Pubblicato il 30 Luglio 2009 17:00 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2009 17:00

benzinaTrentadue persone, di cui 23 camionisti e 9 dipendenti delle stazioni di servizio, sono stati denunciati. È il bilancio di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Firenze che ha smascherato una truffa  – per uso indebito di “multicard” carburante da un milione di euro -, realizzata da autotrasportatori e dipendenti della stazione di servizio “Agip”, situata sull’autostrada A1. Le fiamme gialle hanno quantificato in oltre 1.500 le ditte italiane ed estere danneggiate dalle transazioni illecite.

Le fiamme gialle, secondo quanto spiegato, hanno accertato che nel 2007, nell’arco di soli 10 mesi, sarebbero state 4.528 le transazioni fittizie effettuate con le ‘multicard’, sorta di carta di credito per l’acquisto di carburante data in uso, in questo caso, agli autotrasportatori dalle proprie ditte.

In base a quanto scoperto dalla gdf però, grazie al coinvolgimento dei dipendenti della stazione di servizio, l’erogazione di carburante sarebbe stata solo simulata. Il relativo costo era invece regolarmente registrato e il corrispondente in denaro contante veniva dato al camionista tranne una parte spettante all’addetto al distributore.

Decisivi per risalire alla truffa sono stati i riscontri che la Guardia di finanza ha fatto nella sede dell’Eni di Roma dove, da un confronto tra il carburante erogato e i pagamenti fatti con multicard, presso la stazione di servizio sull’A/1, è risultata una forte differenza a danno delle imprese titolari della “card”.

Le imprese truffate sono state danneggiate per importi varianti da un minimo di 50-100 euro fino a cifre importanti per un record di 88.000 euro subito da un’impresa di Prato. I 32 denunciati sono accusati di truffa aggravata. Alcune fra le imprese danneggiate hanno già presentato querela contro i dipendenti “infedeli”.