Firenze. Manda e-mail agli ospedali: “Vendo organi per mangiare”

Pubblicato il 29 Marzo 2010 13:25 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2010 13:25

Poche righe per mail, inviate questa mattina a una decina di grandi ospedali in tutta Italia, per vendere i propri organi, anche il cuore. La provocatoria proposta (in Italia infatti la legge vieta espressamente ogni forma di commercio di organi) arriva da una donna di 51 anni, Giuseppina Virgili, che abita ad Empoli in provincia di Firenze, che a causa di una serie di problemi finanziari non è più in grado di mantenersi e mantenere la figlia di 20 anni.

«Scrivo per mettere a disposizione i miei organi,compreso il cuore perché non so più come vivere,né io e nemmeno mia figlia,20anni, la quale mette in vendita solo i propri reni». La donna spiega ai sanitari la sua storia così: «Purtroppo dopo tre anni di calvario, avevamo una piccola ditta, oggi ci troviamo costrette a ciò, per vivere anche se sembra un controsenso. Abbiamo già fatto annunci di questo genere su internet, ma purtroppo ancora non ci ha contattato nessuno e quindi l’idea di rivolgersi agli ospedali. Vendiamo al miglior offerente, così almeno potremmo saldare i nostri debiti e ritrovare un minimo di dignità».

La donna sa bene che si tratta di un gesto condannato dalla legge italiana: «Dicono che non è legale, ma nemmeno far morire di fame le persone che per anni si sono comportate onestamente ed ora vengono abbandonate,come sta succedendo a noi lo è,quindi non avendo altro a disposizione,ci hanno portato via tutto non ci resta che questa strada,almeno ridiamo vita a qualcuno e forse anche noi ritroveremo la nostra,se non la mia quella di mia figlia per la quale sono disposta a tutto,anche a farmi vivisezionare da viva». Già lo scorso novembre la donna per attirare l’attenzione sul suo caso fece uno sciopero della fame. Le banche le avevano negato 30.000 euro di credito, indispensabili per continuare a lavorare.

Dopo aver bussato inutilmente a decine di porte – fondazione antiusura, prefettura, enti locali, organizzazioni di categoria – l’imprenditrice di abbigliamento fiorentina ha cominciato uno sciopero della fame e della sete, nello spiazzo tra il Duomo di Firenze e la sede della Regione Toscana. Protesta interrotta dopo che una banca si è resa disponibile per un finanziamento, che però dopo non è andato a buon fine. Ora, raggiunta telefonicamente, racconta il suo stato: «Ho 50 centesimi in tasca e non posso neppure comperare il pane».