Firenze. “Marco Camuffo e Pietro Costa non sono stupratori. Chiederemo riammissione all’Arma”, dice la difesa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 maggio 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2018 22:52
Firenze, Marco Camuffo e Pietro Costa "non sono stupratori. Chiederemo riammissione all'Arma", dice la difesa

Firenze, Marco Camuffo e Pietro Costa “non sono stupratori. Chiederemo riammissione all’Arma”, dice la difesa

FIRENZE – I carabinieri Marco Camuffo e Pietro Costa “sono innocenti. Chiederemo la loro riammissione all’Arma”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play]  A dirlo è l’avvocato Giorgio Carta, difensore di Costa, riguardo all’esito del procedimento disciplinare con cui il comando generale dell’Arma dei carabinieri ha destituito, di fatto licenziandoli, i due militari accusati di aver violentato due giovani americane a Firenze il 7 settembre 2017. “Valutiamo se fare ricorso al Tar contro questo provvedimento”, ha aggiunto Carta.

“Nella decisione disciplinare – ha proseguito il legale – ha pesato per entrambi di aver avuto rapporti sessuali in servizio con le due americane. Ma nessuno ha stuprato nessuno e sarà dimostrato al processo”, ha detto Carta.

Il difensore ha fatto anche notare che “il comando generale sembra aver avuto una certa fretta ad irrogare la sanzione nei confronti dei due militari. In questo modo la presunzione d’innocenza non è rispettata, ancora non c’è stato nessun processo e per le decisioni relative al procedimento disciplinare non c’era da rispettare nessuna scadenza”.

I carabinieri Camuffo e Costa finora erano sospesi dal servizio e tenuti a metà stipendio. Venerdì ad entrambi è stata notificata la destituzione dall’Arma. “Sono stati sanzionati della perdita del grado per rimozione – ha spiegato l’avvocato Andrea Gallori di Firenze, altro difensore di Costa -, in sostanza significa che sono stati destituiti dall’Arma e che cessa il rapporto di lavoro”.

Il comando generale dell’Arma, secondo quanto emerge, avrebbe preso la sua decisione per la gravità delle accuse contro Camuffo e Costa, sia per aver violato i regolamenti militari, sia per le caratteristiche del procedimento penale per violenza sessuale in corso contro di loro presso il tribunale di Firenze. Il comando avrebbe basato la sua decisione su indizi ed informative ricevuti in questi mesi, sia da parte della procura della Repubblica di Firenze sia da parte della procura militare che ha aperto un altro procedimento per il quale il 30 maggio è fissata l’udienza preliminare.