Firenze, il priore di Santa Croce scopre solo oggi che Mozart era massone e nega la Basilica per il Requiem

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2019 12:25 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2019 12:25
Firenze, il priore di Santa Croce scopre solo oggi che Mozart era massone e nega la Basilica per il Requiem

Wolfgang Amadeus Mozart (Ansa)

ROMA – Il priore di Santa Croce a Firenze ha negato la Basilica il 5 dicembre per un concerto con il Requiem di Mozart in programma con la direzione di Riccardo Muti. Il priore francescano della basilica, il padre guardiano Paolo Bocci, ha provato a spiegare di non volere questa musica durante l’Avvento, non essendo adatta al periodo natalizio.

La vera ragione, più di un  sospetto, è che il diniego sia legato all’appartenenza di Mozart alla fratellanza dei ‘liberi muratori’. L’intransigente francescano ha cioè scoperto solo ora che il genio austriaco era massone?

Prima di lui, i francescani, che dal ‘200 dell’antico convento qui sono i padroni di casa, allora avrebbero dovuto eccepire sulle tumulazioni eccellenti di Michelangelo in odor di eresia, del mangia-preti Foscolo, del pluri-inquisito  Galileo Galilei… 

Al di là del corto-circuito temporale in cui presunti torti storici di un paio di secoli fa debbano essere scontati nel terzo millennio, il veto del priore ha suscitato le inevitabili reazioni istituzionali del caso. 

L’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi: “Non posso che ritenere fuori luogo – ha detto – le parole del priore” che ha “definito Mozart non adatto o non concorde col clima dell’Avvento, spostando il concerto dalla basilica al cenacolo sconsacrato”.

“Il Requiem, previsto il 5 dicembre proprio per commemorare il giorno della morte di W. A. Mozart, e l’Ave Verum Corpus – ha continuato Sacchi – sono due pagine universali della musica classica che portano l’uomo a riflettere sul senso stesso della morte e ad innalzare lo spirito di ciascuno, indipendentemente dalla fede di appartenenza. Dispiace veramente che un genio ‘celestiale’ e sconfinato come quello del Salisburghese sia stato confinato a piccole e discutibili valutazioni di opportunità politico-liturgiche, a maggior ragione a Santa Croce, una delle chiese più ‘colme’ di storia, di arte e di artisti di Firenze, luogo dove peraltro negli anni scorsi il Requiem è sempre stato suonato con grande successo”.

“Vietare la musica di Mozart in Basilica a Firenze perché massone è follia pura”, ha dichiarato invece il Gran maestro della più grande obbedienza massonica in Italia, il Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi. (fonte Ansa)