Firenze, vietato mangiare sui marciapiedi del centro: multe fino a 500 euro

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 settembre 2018 12:07 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2018 12:07
Firenze, vietato mangiare sui marciapiedi del centro: multe fino a 500 euro

Firenze, vietato mangiare sui marciapiedi del centro: multe fino a 500 euro (Foto Ansa)

FIRENZE – Vietato mangiare il panino o la focaccia sul marciapiede nel centro storico di Firenze. Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco, Dario Nardella, emanata dopo che, il 20 agosto scorso, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] è scoppiata una rissa tra il titolare di un negozio di pelletteria e una famiglia di turisti spagnoli che stavano mangiando un panino sulla soglia dell’esercizio.

D’ora in avanti, quindi, e fino al 6 gennaio del 2019 non ci si potrà più fermare a mangiare sul marciapiede o sulle soglie dei negozi alle ore dei pasti, nel cuore di Firenze. Il divieto riguarda quattro strade nell’area del centro cittadino più frequentate dai turisti (via de’ Neri, il piazzale degli Uffizi, piazza del Grano e via della Ninna) ed è valido dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 22. La violazione dell’ordinanza è punita con il pagamento di una sanzione amministrativa da 150 a 500 euro. I negozi dovranno esporre ben visibile alla propria clientela l’apposita grafica realizzata dal Comune che sintetizza i contenuti dell’ordinanza, in italiano e inglese.

Nell’atto si ricorda che in via dei Neri, non lontano da Palazzo Vecchio, operano alcune attività di somministrazione di alimenti e bevande con asporto e che con l’inizio della stagione estiva, soprattutto negli orari dei pasti, i clienti “hanno iniziato a fermarsi all’esterno delle stesse e a consumare gli alimenti, invadendo, in particolare, i marciapiedi nonché le soglie di negozi e abitazioni dando luogo ad una situazione lesiva del decoro e della vivibilità dell’area, anche alla luce del valore di particolare pregio della stessa che è sita all’interno dell’area Unesco”.

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