Fisco, blitz anti-evasione della Guardia di finanza in 16 banche. Controlli sui movimenti con San Marino

Pubblicato il 26 maggio 2010 11:00 | Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2010 11:00

La Guardia di finanza e l’Agenzia delle entrate hanno effettuato un blitz in sedici banche (per un totale di 78 filiali) e due fiduciarie italiane dislocate in sei regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Lazio) per verificare il rispetto degli obblighi di legge volti a garantire l’identificazione della clientela.

Nel mirino ci sono intermediari nazionali, già emersi nel corso di attività operative finalizzate a contrastare l’evasione fiscale internazionale, le frodi Iva “carosello” e il riciclaggio dei relativi proventi, individuati dal Fisco per essere stati utilizzati da contribuenti italiani per eseguire movimentazioni finanziarie illecite destinate alla Repubblica di San Marino.

Accertare l’esattezza e la completezza delle informazioni che gli intermediari sono tenuti a comunicare all’Archivio dei Rapporti finanziari. Questo lo scopo di fiamme gialle e Agenzia delle entrate. L’eventuale omissione da parte delle banche, infatti, farebbe scattare indagini finanziarie e verifiche. Oltre a contestare eventuali illeciti commessi dalle banche, obiettivo dell’operazione in corso è acquisire ogni informazione utile per il successivo sviluppo di indagini volte a “scovare” evasori e recuperare i capitali illecitamente portati all’estero.

La banca dati dei rapporti finanziari contiene tutte le comunicazioni relative: ai rapporti continuativi intrattenuti con la clientela esistenti, a partire dalla data del 1 gennaio 2005; alle cosiddette operazioni extra-conto, ossia poste in essere al di fuori di un rapporto continuativo, ad eccezione delle operazioni di versamento effettuate tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 euro; ai rapporti diversi da quelli intrattenuti con i titolari dei rapporti continuativi o delle stesse operazioni extra-conto (procure e deleghe).

Banche, Poste italiane Spa, intermediari finanziari e altri operatori finanziari, per un totale di 13mila soggetti devono comunicare mensilmente i dati all’Archivio, per via telematica. L’obbligo di comunicazione ricade anche sulle filiali estere di operatori italiani e, ovviamente, su quelle italiane di operatori esteri. Gli intermediari rischiano per ogni omessa comunicazione sanzioni da 2.065 euro fino a 20.650 euro.