Fisco: la lotta all’evasione esplora nuove vie, anche quella di Facebook

Pubblicato il 10 Marzo 2011 18:48 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2011 18:59

ROMA – Il fisco esplora nuove vie per battere l’evasione fiscale. Ancora ”una settimana-dieci giorni” e l’Agenzia delle entrate deciderà se usare i social network negli accertamenti fiscali. Lo ha rivelato il direttore dell’Agenzia Attilio Befera a margine della conferenza stampa ”Agenzie fiscali: 10 anni al servizio dei cittadini”. E’ infatti passato un decennio da quando il vecchio ”ministero delle Finanze” è andato in pensione, lasciando le nuove sfide a quattro Agenzie fiscali, con maggiore flessibilità e operatività.

E’ stata così l’occasione per il lancio di quattro francobolli celebrativi, alla presenza dei direttori delle agenzie: oltre a Befera, Giuseppe Peleggi per le Dogane, Maurizio Prato per il Demanio e Gabriella Alemanno per il Territorio. Il numero 10 ritorna però anche negli obiettivi che Befera ha fissato per il Fisco. Serviranno infatti ”dieci anni per sconfiggere l’evasione fiscale”, recuperando i 120 miliardi di euro sottratti allo Stato ogni anno. ”Gli strumenti ormai li abbiamo, dobbiamo solo lavorare” ha aggiunto, soddisfatto dell’aumento della riscossione nell’ultimo anno. Befera ha comunque spiegato che ”il tesoretto non esiste perchè non si deve confrontare quanto incassato nel 2010 con l’incasso dell’anno precedente ma con quanto era iscritto in bilancio, e l’aumento del gettito era stato previsto”.

Certo, però, ”siccome il recupero è strutturale, si può decidere come impiegare questi fondi in futuro”. Una prospettiva, quindi, molto positiva, grazie a strumenti come il nuovo redditometro che ”potrebbe essere pronto per metà aprile”, ha dichiarato Befera, e riguarderà ”i redditi del 2009”. I social network, in questo contesto, potrebbero essere un’altra arma degli ispettori fiscali. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha per ora fatto solo una timida apertura, ma in Usa e in Belgio il fisco è già a caccia di evasori sui social network.

Se le Entrate decideranno di far proprio modello già adottato da diversi Stati americani, a partire dalla California, Facebook, Twitter e MySpace saranno impiegati per scovare il lavoro nero (molti messaggi degli utenti infatti hanno a che fare con la loro attivita’ professionale) o individuare stili di vita incompatibili con i redditi denunciati (spesso si condividono sui social network immagini delle vacanze o racconti dei propri hobby). Una delle questioni centrali da definire riguarda la tutela privacy degli utenti e la possibilità per gli ispettori di usare false credenziali pur ottenere ”l’amicizia” dei presunti evasori e accedere alle loro pagine personali, un comportamento vietato per esempio agli ispettori della California.