Fisco, in Ciociaria maxievasione da 110 milioni

Pubblicato il 6 Marzo 2012 13:40 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2012 13:44

CEPRANO (FROSINONE), 6 MAR – Scoperta in Ciociaria una frode fiscale perpetrata su tutto il territorio nazionale da sette aziende, che hanno sottratto a tassazione oltre 95 milioni di euro ai fini delle imposte sui redditi e oltre 16 milioni di euro ai fini dell'Iva. L'operazione e' stata portata a termine dalla guardia di finanza di Ceprano (Frosinone), che ha messo fine a una rilevante serie di illeciti fiscali. Le verifiche sono scattate da controlli svolti dalle fiamme gialle di Ceprano nei confronti di due aziende di Arpino,nel Frusinate), impegnate nel settore del commercio di personal computer, software e lavorazioni meccaniche.

Il primo filone di indagini ha permesso di ricostruire, attraverso rilevamenti effettuati con l'ausilio delle banche dati dell'Anagrafe Tributaria e controlli fiscali eseguiti presso vari soggetti economici, un sistema di frode all'imposta del valore aggiunto, noto come 'frode carosello'. Secondo quanto accertato dalla gdf, gli autori della frode, che operavano nel settore dell'informatica, avevano costituito una societa', con sede dichiarata in Bologna, priva di qualsiasi struttura organizzativa e imprenditoriale, con il precipuo compito di assumere cartolarmente gli obblighi fiscali derivanti dall'acquisto di prodotti in ambito comunitario, senza applicazione di Iva, omettendo di presentare le dichiarazioni annuali e il versamento delle relative imposte. Gli accertamenti bancari eseguiti nei confronti delle societa' cartiere hanno consentito di quantificare l'ammontare della frode fiscale realizzata attraverso le fatture false in circa 41 milioni di euro, con Iva di oltre 8.000.000 di euro. Al termine delle operazioni le fiamme gialle hanno contestato, oltre alle fatture false, redditi non dichiarati per oltre 11 milioni di euro e Iva evasa di circa 2.800.000,00. Denunciati sette responsabili. La seconda parte delle indagini ha consentito d'individuare alcuni cittadini italiani che, nascondendosi dietro un compiacente 'prestanome' posto a capo di numerose societa', hanno incassato decine di milioni di euro senza dichiarare nulla al fisco, appropriandosi di tutti i beni societari e trasferendone la sede nel Regno Unito nel tentativo di far perdere le loro tracce.