Fiumicino. Arrestato Tiziano Mugnai: accusato di bancarotta

Pubblicato il 29 Gennaio 2012 13:08 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2012 14:03

FIUMICINO (ROMA) – La polizia di frontiera ha arrestato all’aeroporto di Fiumicino Tiziano Mugnai, 58 anni originario di Ameglia, in provincia di La Spezia, ricercato in Italia dal 2001, noto come il ”bancarottiere yuppie”. L’uomo, infatti, tra il 1985 e 1989, si rese responsabile di una colossale truffa ai danni di circa 1800 risparmiatori, tutti della zona di La Spezia e dintorni, i quali videro volatilizzarsi gli investimenti effettuati nello studio di intermediazione finanziaria dello stesso Mugnai. La conseguenza fu una voragine da 60 miliardi di lire per la quale Mugnai, imputato di bancarotta fraudolenta e truffa, fu condannato a 8 anni di reclusione.

Arrestato nel 1991 e tornato in liberta’ nel 1992, venne arrestato, cinque anni dopo, a Cuba per una colossale truffa immobiliare, l’uomo e’ stato scarcerato per l’indulto voluto da Fidel Castro in occasione della prossima visita papale. Espulso ieri dall’isola caraibica, Tiziano Mugnai, al suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino con un volo della compagnia Air Italy proveniente da l’Havana, ha trovato ad attenderlo gli uomini della Polizia di Frontiera, diretti dal Dirigente della V Zona, Antonio Del Greco.

Dopo avergli notificato l’ordine di esecuzione emesso dalla Corte di appello di Genova nel 2008, gli agenti lo hanno arrestato e portato nell’istituto di penitenziario di Civitavecchia, dove scontera’ la pena residua di 4 anni e 3 mesi per bancarotta fraudolenta.

La storia di Tiziano Mugnai e dei soldi spariti, e’ degli anni ’80. L’amegliese aveva trovato, e quasi sempre ci riusciva, il modo di rastrellare i risparmi della gente comune: oltre 1600 persone caddero nella sua trappola, alle quali aveva promesso tassi di interesse altissimi fino al trenta, quaranta per cento sui capitali investiti. L’escamotage all’inizio funziono’ bene. I conti si gonfiavano, tutti versavano e nessuno o pochissimi prelevavano il capitale.

Soldi che intanto il finanziere provvedeva ad esportare all’estero. Verso la fine del 1989, insospettita dai suoi movimenti, la banca gli chiese spiegazioni, ma ormai era troppo tardi. Mugnai da finanziere divento’ bancarottiere, i soldi in Svizzera, e poi nelle isole ex colonie britanniche, i cosiddetti paradisi fiscali.

Arrestato una prima volta, e processato, prima della condanna definitiva scappo’ a Cuba, dove riusci’ nuovamente a rimettere in piedi le antiche pratiche, sempre con i soldi degli altri. Ma anche qui i movimenti sbagliati non sfuggirono alle autorita’ castriste ed alla fine anche in questo caso per Mugnai scattarono le manette.