Giallo a Fiumicino: morto nel wc, gola recisa, senza pantaloni. ‘Suicidio’, ma..

Pubblicato il 1 agosto 2012 16:50 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2012 19:32
fiumicino

(Foto LaPresse)

ROMA – Il cadavere di un uomo, con la testa nel water, senza pantaloni, con la gola recisa e ricoperto di sangue, è stato trovato in una toilette, chiusa a chiave, dell’aeroporto di Fiumicino, nella zona arrivi del Terminal 3. Accanto a lui un bigliettino: “Seppellitemi in Italia”. E’ giallo sulla morte dell’uomo, uno straniero tra i 30 e i 35 anni: la polizia ipotizza si sia trattato di un suicidio, visto che la porta era chiusa dall’interno. Un suicidio spaventoso, visto che ci vuole del coraggio per tagliarsi da solo la gola. Ma soprattutto un suicidio, se di questo si tratta, avvolto dal mistero. Perché, ad esempio, l’uomo si sarebbe dovuto togliere i pantaloni? Perché l’uomo non aveva i documenti addosso? E come ha fatto a recidersi così di netto la gola da solo, visto che intorno non sembra nemmeno siano state trovate armi?

A trovare il cadavere, alle 14 di mercoledì, sono stati alcuni addetti alle pulizie che si erano insospettiti dopo aver trovato chiusa dall’interno la porta di uno dei bagni del Terminal 3. Una volta aperta la toilette gli operatori si sono trovati di fronte il cadavere di un uomo di circa 30 anni, forse straniero, inginocchiato con la testa nel water e i pantaloni appoggiati accanto. Tutto attorno sangue.

Le indagini propendono per il suicidio, anche se non vengono escluse altre ipotesi. Sebbene il fatto che la porta fosse chiusa dall’interno confermerebbe l’ipotesi di un gesto volontario. Per ore la vicenda ha avuto i contorni di un giallo ancora più torbido. Si ipotizzava si potesse trattare anche di un omicidio a sfondo sessuale. In un primo momento infatti l’Ansa parlava di un bagno pieno di sangue ma diceva anche, secondo la polizia, sul corpo non erano state trovate ferite e non c’erano segni apparenti di violenza. La prima ipotesi, quindi, era che l’uomo fosse stato violentato a sangue e poi, una volta morto, lasciato lì da qualcuno che gli aveva sottratto i documenti e aveva anche chiuso a chiave la porta del bagno per avere facile fuga e tempo per dileguarsi.

L’ipotesi è sfumata dal momento in cui si è capito che la porta era invece chiusa dall’interno, si è scoperto che l’uomo aveva un profondo taglio alla gola e si sarebbe ritrovato il bigliettino con su scritto “Seppellitemi in Italia”. Resta quindi l’ipotesi del suicidio, anche se comunque il caso è avvolto dal mistero.

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