Flavio Briatore: “Sardegna contro turismo da yacht. Troppi controlli”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2013 9:00 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2013 9:01
Flavio Briatore: "Sardegna contro turismo da yacht. Troppi controlli"

Flavio Briatore e la moglie Elisabetta Gregoraci (foto Lapresse)

ARZACHENA – La Sardegna “respinge turisti” per via delle leggi e dei controlli troppo rigidi? E’ la tesi sostenuta da Flavio Briatore, ma è un punto di vista a cui non è troppo contraria nemmeno Maria Giaconi, vicesindaco di Arzachena (che governa la Costa Smeralda)

Gabriele Villa ne parla su Il Giornale, partendo dalle parole di Briatore, che prende le difese soprattutto dei proprietari di yacht:

L’impennata delle tasse di stazionamento e i controlli a raffica della Guardia di finanza, che ancora si rinnovano sistematicamente, hanno spinto gran parte delle imbarcazioni e dei diportisti, in Corsica, in Croazia e in Grecia, che sono Paesi decisamente più accoglienti nei confronti di chi vuole solo starsene in pace e godersi le vacanze. Ma in questo modo il turismo si uccide. Perché mai la gente dovrebbe continuare a venire in Sardegna se i controlli e le tasse la rendono ostile?

Briatore poi se la prende anche con l’attuale amministrazione locale:

Non voglio entrare nei particolari – sbotta Briatore – ma riuscite ad immaginare che cosa significa? È stato il sindaco, il nuovo sindaco di Arzachena, Alberto Ragnedda, in carica da un anno circa, e nel quale in molti avevano riposto fiducia per il rilancio della zona, che ha vietato la costruzioni di docce e toilette sulle spiagge. Non è stata una grande idea, non vi pare?

Il vicesindaco Giaconi, spiega Villa, pur prendendo le difese di controlli a norma di legge, ammette che

Se poi ci si mette a discutere sull’opportunità o no di applicare normative così rigide a molte zone della Sardegna – continua l’amministratrice – allora il discorso cambia e si può anche pensare di modificare o addirittura di abolire certe regole per consentire un maggiore appeal dell’isola e una maggiore fruibilità dal punto di vista turistico di una regione che, con le spiagge e il mare che ha, non può permettersi il lusso di mettere in fuga i turisti, che siano yachtmen o meno. In questo caso ritengo che certe normative debbano essere affrontate e ridisegnate a livello nazionale per consentire maggiore e reale spazio per tutti.