Mancano le flebo in ospedale, donna rischia di morire di fame: ora pesa 37 chili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Novembre 2019 10:21 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2019 10:21
Mancano le flebo in ospedale, donna rischia di morire di fame: ora pesa 37 chili

Mancano le flebo in ospedale, donna rischia di morire di fame: ora pesa 37 chili (Foto di archivio Ansa)

ALGHERO – Da vent’anni, Monica, 43 anni, di Alghero, combatte col morbo di Crohn, un’infiammazione cronica dell’intestino, che provoca ulcere, stenosi e fistole, e impedisce di assorbire gli alimenti. La donna è arrivata a pesare 37 chili: per salvarla è necessario un intervento, per togliere la fistola che le impedisce di assorbire il cibo. Ma prima, Monica deve riprendere peso. E l’unico sistema sono le flebo nutrizionali. Il problema (come ha raccontato il quotidiano La Nuova Sardegna) è che il servizio sanitario regionale non è in grado di fornirgliene a sufficienza.

“All’ospedale Gemelli di Roma le hanno prescritto sacche da 2.200 calorie di Olimel – racconta all’ANSA la figlia più grande, Noemi, 20 anni – Ma in Sardegna, le sono state date confezioni con quantitativo minore. Siamo partiti da mille calorie, e ora siamo a 1.700, ma non basta: in due settimane ha preso solo un chilo. Nella farmacia ospedaliera ci hanno spiegato, con un certo imbarazzo, che non ne hanno altre. Vediamo mia madre morire di fame”.

“Conviviamo con questo problema da vent’anni – racconta la giovane -. Mia madre in questo tempo ha subito diversi interventi, ma all’inizio di ottobre siamo arrivati al Gemelli tramite un gastroenterologo del Brotzu di Cagliari. Lì è bastata una visita per diagnosticare una fistola duodeno-ileale che non le consente di digerire e assorbire gli alimenti”.

Ora è necessario un intervento, al quale la madre dovrebbe sottoporsi tra un paio di settimane. Solo che, spiega la figlia, “è arrivata a pesare 37 chili e mezzo, mentre per affrontare la sala operatoria dovrebbe pesarne almeno dieci in più. Dopo la diagnosi, la programmazione dell’intervento e l’assegnazione del piano terapeutico, mia madre è tornata in Sardegna in dimissione protetta, ed è stata affidata all’Assistenza domiciliare integrata”. Ora però le flebo nutrizionali che le sono state fornite non sono sufficienti. (Fonte Ansa).