Cosimo Balsamo uccide 2 imprenditori nel bresciano. Poi, braccato, si toglie la vita

di Redazione blitz
Pubblicato il 4 aprile 2018 19:26 | Ultimo aggiornamento: 5 aprile 2018 10:38
Cosimo Balsamo spara e uccide 2 imprenditori in 2 ore nel bresciano. Poi, braccato, si toglie la vita

Cosimo Balsamo spara e uccide 2 imprenditori in 2 ore nel bresciano. Poi, braccato, si toglie la vita

BRESCIA – Entra in un capannone, spara, e uccide una persona.

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Poi fugge con una Bmw X5 nera e uccide un’altra persona. Una volta braccato dai carabinieri si toglie la vita nel parcheggio del Family Market di Azzano Mella.

Tutto è successo in provincia di Brescia, all’interno del capannone della S.G.A  Srl. La prima vittima è Elio Pellizzari, 78 anni. All’interno del capannone un’altra persona è rimasta ferita. A sparare Cosimo Balsamo, un pregiudicato bresciano di 67 anni. La seconda vittima è James Nolli, ucciso a Carpeneda di Vobarno, sempre nel Bresciano. Nolli era stato coimputato di Balsamo nel processo per la banda dei Tir per il quale il killer era stato condannato. Anche una terza persona, rimasta ferita nel capannone di Flero, era stata coinvolta nel processo.

Le vittime sono due imprenditori, il primo di Flero e il secondo a Carpeneda di Vobarno, due comuni del Bresciano che si trovano a una cinquantina di chilometri di distanza. L’omicidio sarebbe legato ai soldi. Balsamo avrebbe urlato “mi avete rovinato” prima di sparare. Dopo essere fuggito a bordo di una Bmw X5 nera appartenente al titolare dell’azienda, ha poi ucciso l’altro uomo di 61 anni, un altro imprenditore, a Carpeneda di Vobarno. 

Balsamo avrebbe diverse armi con se: un fucile a pompa, tre o quattro pistole e munizioni secondo un testimone.

E’ stato il titolare dell’azienda S.G.A, Giampietro Strada, ha raccontare quanto successo.

“Quell’uomo si è presentato in azienda è ha suonato il citofono con il fucile e le cartucce in mano. Non abbiamo aperto e lui ha scavalcato la ringhiera ed è entrato. Sotto minaccia abbiamo dovuto chiamare una persona al telefono, quando si è presentato gli ha sparato. Poi l’uomo ha sparato anche a mio zio Gianpietro Alberti”.

Balsamo lo scorso 9 gennaio era salito su una tettoia del tribunale di Brescia per protestare contro il sequestro della sua abitazione. Nel 2009 infatti, era stato condannato per associazione a delinquere finalizzata al furto e riciclaggio perché faceva parte della banda dei tir che nei primi anni del 2000 aveva derubato aziende di trasporto di metalli in tutto il Nord Italia.