Cronaca Italia

Fondi neri, le carte che accusano Finmeccanica

da: La Repubblica

I vertici di Finmeccanica sapevano dell’operazione “Digint”, ne approvarono i termini finanziari, chiesero che la partecipazione dell’azienda fosse “schermata” da una società fiduciaria lussemburghese, una scatola vuota che avrebbe dovuto nascondere i nomi dei soci di quell’avventura – la “banda Mokbel” – e che avrebbe consentito la costituzione di una provvigione nera di 7 milioni e mezzo di dollari versati su due conti svizzeri di Lorenzo Cola. “L’uomo del Presidente” arrestato per riciclaggio l’8 luglio, suo consigliori di famiglia “almeno dal 1997”. E, si scopre ora, pedina del Sismi, la nostra intelligence militare, che all’operazione Digint diede uno dei primi input. Gli atti depositati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo al Tribunale del Riesame (che ha fissato per la prossima settimana la decisione sulla richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati Franco Coppi e Ottavio Marotta, legali di Cola) scrivono un nuovo cruciale capitolo dell’affaire che toglie il sonno a Pier Francesco Guarguaglini. Di più: documentano la sua drammatica testimonianza di lunedì 12 luglio, quando, di fronte ai pm, le sue parole, i suoi “ricordi” vengono smentiti non…

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