Cronaca Italia

I Forconi tornano a Roma: “Governo a casa. Bruciamo Montecitorio”

I Forconi tornano a Roma: "Governo a casa. Bruciamo Montecitorio"

Danilo Calvani (Foto LaPresse)

ROMA – Forconi a Roma: torna in piazza il Coordinamento 9 dicembre-Associazione resistenza italiana, passato alle cronache col nome (che oggi loro rifiutano), di ‘Forconi’. Alcune decine di militanti provenienti da diverse parti d’Italia hanno organizzato un presidio in piazzale dei Partigiani, a Roma, per chiedere il “rispetto della Costituzione” e che “il governo vada a casa”.

Il presidio, hanno spiegato i manifestanti, sarà “a oltranza”, finchè la “classe politica corrotta” non sarà stata allontanata. Nei prossimi giorni, è stato annunciato, i manifestanti dovrebbero spostarsi a Montecitorio, ma ancora non é chiaro in che giorno. Intanto sul lato opposto della piazza rispetto alla stazione Fs Ostiense, guardati a distanza da polizia, carabinieri e guardia di finanza, é stata montata una capanna-presidio in legno e tela blu, circondata da una decina di tende a igloo.

A quanto si é appreso, è stato chiesto agli ex-Forconi di rimuovere proprio le tende, in quanto esisterebbe l’autorizzazione al presidio ma non alla tendopoli. Motivo per cui oggi i coordinatori del movimento, guidati da Danilo Calvani, se la prendono non con le forze di polizia ma con il Comune, che a loro dire, nonostante la richiesta inoltrata “e protocollata” giorni fa, non avrebbe fornito loro una piazza dove sistemarsi, nè oggi darebbe alcuna assistenza. In ogni caso sarebbe in corso una trattativa con la Questura.

I manifestanti hanno esposto grandi tricolori, e hanno a più riprese cantato l’inno di Mameli, oltre a slogan come ‘Italia nazione rivoluzione’, ‘chi non salta del governo é’ ma anche cori ingiuriosi contro l’esecutivo. Un cartello, da Monza, definisce Letta ‘marionetta’ e Napolitano ‘burattino’. Qualcuno ha anche inneggiato a ‘Bruciamo Montecitorio’, e si è visto qualche braccio teso.

Il movimento si presenta però come “non violento” e “rispettoso delle leggi”: sulla capanna-presidio sono stati scritti articoli della Costituzione, e nei volantini si ricordano “i giovani che non hanno futuro, i pensionati alla Caritas, più di 60 aziende al giorno che chiudono e persone che manifestano per i diritti di tutti boicottati da stampa e tv di regime”. Tra la gente si sentono storie di povertà e di crisi, come un uomo che ha raccontato esasperato di avere “cinque figli e uno sfratto, e di non pagare l’affitto da sei mesi”. Come si esce dalla crisi? “Votando persone che hanno la politica nel cuore – ha risposto un militante – ci ridanno i soldi che hanno rubato e stiamo bene tutti”.

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