Forestale: “No ai Carabinieri”, protesta nel paese di Renzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2015 11:09 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2015 11:09
Forestale: "No ai Carabinieri", protesta nel paese di Renzi

Forestale: “No ai Carabinieri”, protesta nel paese di Renzi

ROMA – La Guardia Forestale non vuole gli alamari dei carabinieri e la protesta monta. Il 20 dicembre 2015 i sindacati del Corpo Forestale dello Stato hanno in progetto una marcia di protesta fin sotto casa del premier Matteo Renzi, a Pontassieve, contro la riforma del Corpo Forestale dello Stato, che prevede l’accorpamento con l’Arma dei Carabinieri.

Il varo della riforma è previsto entro Natale, per questo pochi giorni prima, il 20 dicembre, i sindacati del Corpo Forestale pensano di scendere in piazza. La protesta dei Forestali seguirà così di 3 settimane quella dei sindacati di polizia, protagonisti di una clamorosa protesta nel paese di Renzi il 3 dicembre.

Gabriele Pettorelli, segretario regionale del Sapaf in Emilia-Romagna, ha detto alla agenzia Dire:

“Sarà una marcia fino alla casa del premier”,

Ha aggiunto che i sindacati del Corpo Forestale

si oppongono a questa riforma perché l’Arma dei Carabinieri è un corpo militare e questo passaggio per il personale della Forestale, che è civile, comporta delle negatività anche in termini di tutele. Da un sondaggio interno risulta che il 98% del personale si è dichiarato contrario alla militarizzazione”.

Passando al regime militare, infatti, “si perdono alcune garanzie dal punto di vista delle aspettative e dei congedi- sottolinea il segretario del Sapaf- e si perde anche la rappresentanza sindacale”. Inoltre, c’è il timore che la riforma vada a “detrimento del controllo del territorio, riducendo la presenza e tagliando i presidi. Non siamo contro le riforme a prescindere- precisa Pettorelli- ma vorremmo un confronto, che finora non c’è stato, per proporre soluzioni su tutto il comparto sicurezza. Perché tagliare solo il Corpo Forestale è una boiata”.

Qualche timore lo esprime anche il comandante regionale della Forestale in Emilia-Romagna, Giuseppe Giove:

Non entriamo nel merito delle scelte del Governo- afferma- ci auguriamo solo che le nostre peculiarità non vengano intaccate, che la nostra mission non venga snaturata, che non vengano cambiate le nostre funzioni e la nostra distribuzione. In Emilia-Romagna, ad esempio, “abbiamo una carenza del personale del 42%, peggio che in altre regioni”.