Fortuna Loffredo, quel palazzo di abusi e bimbi precipitati

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Novembre 2015 11:00 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2015 11:00
Fortuna Loffredo, quel palazzo di abusi e bimbi precipitati

Fortuna Loffredo, quel palazzo di abusi e bimbi precipitati

NAPOLI – Si chiama “Parco verde”, ma per i bambini che lo abitano è il parco degli orchi. Martedì altri due arresti per violenza sessuale nel complesso di Caivano (Napoli) dove negli ultimi due anni sono morti misteriosamente due bambini, Antonio e Fortuna Loffredo, tutti e due schiantatisi al suolo dopo un volo di diversi piani dallo stesso edificio. In manette martedì è finita una coppia di conviventi, con la terribile accusa di aver commesso abusi sessuali sulla figlia di tre anni.

Quello che si è scoperto poi è che la donna è la mamma di Antonio, il primo a precipitare da quel palazzo del “Parco verde”. Aveva 4 anni ed era andato a casa della nonna a giocare. La sua morte, ad aprile 2013, non è mai stata chiarita. Poi un anno dopo capitò la stessa sorte a Fortuna, 6 anni, che era solita giocare con la sorellina di Antonio, la sua amichetta del cuore. Anche lei fu ritrovata al suolo dopo un volo di otto piani. Fu allora che qualcuno associò quella strana morte all’episodio di un anno prima. Poi gli esami rivelarono che prima di morire (probabilmente scaraventata) aveva subito abusi sessuali.

A dicembre dello scorso anno, il fermo di un uomo nello stesso palazzo avallò la tesi investigativa di un giro di pedofilia all’interno di quello stabile degli orrori. Per gli inquirenti aveva usato violenza nei confronti della figlia tredicenne. Lo stesso uomo fu il primo ad accorrere sul posto in cui Fortuna era caduta il 24 giugno del 2014. Successivamente, ad aprile, con la stessa accusa è stata fermata anche la moglie.

Tre episodi tra i quali non è mai stato possibile sancire con certezza una relazione, ma solo tanti sospetti. Sui fatti indagava il pm della procura di Napoli Nord Federico Bisceglia, deceduto in un incidente stradale su cui qualcuno avanzò dei dubbi lo scorso 1 marzo. Gli ultimi due arresti potrebbero rappresentare un tassello investigativo importante per fare luce sul parco degli orrori e sue quelle morti misteriose e finora senza un colpevole.

Su ordinanza del Gip del tribunale di Napoli Nord – e su richiesta del pm Claudia Maone – sono stati arrestati M.F. di 26 anni e il suo convivente, R.C. di 42 anni. Per loro l’accusa è di violenza aggravata. Non abitano al Parco Verde – che però frequentavano perché lì abita la mamma di lei – ma in un’altra zona di Caivano. Ma la donna è la mamma di Antonio, un dettaglio non di poco conto anche se gli inquirenti precisano che non c’è un collegamento tra gli arresti di oggi e la morte di Fortuna Loffredo.    L’uomo, al quale la donna si è legata dopo essersi separata dal marito nel 2012, è accusato di atti sessuali nei confronti della bambina di tre anni avuta dalla donna dal suo matrimonio. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale. La madre – sottoposta agli arresti domiciliari – è accusata di non aver fatto nulla per impedire gli abusi del convivente nonostante la bambina le avesse parlato di quegli strani palpeggiamenti da parte del suo compagno. E nonostante il convivente in alcune circostanze avesse abusato della piccola davanti agli occhi della madre inerte.

Le tre figlie di M.F. sono state assegnate dal Tribunale dei Minori a una comunità educativa del Napoletano. Dagli arresti di oggi gli inquirenti sperano di ricavare informazioni preziose per dare finalmente un volto all’orco, o agli orchi, che da due anni hanno trasformato il Parco Verde di Caivano nel famigerato parco degli orrori.