La Cassazione: “Forza Nuova equiparabile a una formazione antisemita”

Pubblicato il 10 febbraio 2011 15:51 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2011 15:59

ROMA – La Corte di Cassazione ha confermato l’assoluzione dall’accusa di diffamazione nei confronti di un giornalista del ‘Corriere della Sera’ e dell’ex direttore Paolo Mieli, denunciati dal leader di Forza Nuova Roberto Fiore, per una intervista nella quale un politico, Nando Simeone, inseriva la formazione politica di destra tra le ‘‘organizzazioni chiaramente fasciste e che sono portatrici di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l’antisemitismo”.

La Cassazione ricorda che il pensiero espresso da Simeone, e riportato dal cronista, rientra – come già affermato nel 2010 in una sentenza nata sempre da una denuncia di Fiore – nel diritto di ”critica storica e politica” dal momento che ”alla luce dei dati storici e dell’assetto normativo vigente durante il ventennio fascista, segnatamente delle leggi razziali, la qualità di fascista non può essere depurata dalla qualità di razzista e ritenersi incontaminata dall’accostamento al nazismo”.

La Suprema Corte aggiunge – occupandosi in particolare dell’intervista a Simeone – che ”sempre in dimensione storica”, qualifiche di ”xenofobia, razzismo, violenza ed antisemitismo attengono a principi o valori (o disvalori, a seconda della diversa angolazione prospettica), intimamente connaturati e strutturalmente coessenziali alla ideologia nazista e fascista”.