Foto a villa Certosa, Berlusconi: “Per farle si deve entrare”

Pubblicato il 9 Dicembre 2011 11:48 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2011 12:23

MILANO, 9 DIC – ”E’ impossibile fare quelle foto se non si entra nella proprieta”’: cosi’ Silvio Berlusconi ha spiegato durante la sua testimonianza al processo al giornalista Pino Belleri per foto scattate a Villa Certosa, la sua residenza in Sardegna. Una residenza dove il premier ha ricordato di avere incontrato molti politici importanti.

Nella sua testimonianza l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha detto di non aver ”dato alcuna autorizzazione”. ”Sapevo che c’erano persone appartenenti al gruppo in visita che stavano facendo delle foto – ha aggiunto -. Non sapevo pero’ che dei fotografi non autorizzati fotografassero da lontano”.

Per spiegare che era impossibile scattare quelle immagini da fuori i confini della proprieta’ Berlusconi si e’ anche servito di una fotografia aerea dell’area della villa spiegando che l’area in cui lui e i suoi ospiti si trovavano era vicino a un lago e che le foto sono state scattate da un punto su un costone montuoso che fa parte di Villa Certosa. Berlusconi ha anche aggiunto che ”i responsabili della manutenzione del giardino hanno dichiarato di aver trovato orme e rami spezzati”.

”Sul fatto che io prendessi per mano i miei ospiti, dico che è mia abitudine, è il mio modo di comportarmi normale”. Cosi’ Silvio Berlusconi, rispondendo ad alcune domande del legale di Pino Belleri, il giornalista imputato in relazione ad alcune foto scattate a Villa Certosa, ha spiegato il contenuto e il contesto di quegli scatti, che lo ritraevano in compagnia di alcune ragazze. La testimonianza di Berlusconi e’ durata meno di mezz’ora e l’ex premier se ne e’ appena andato dal tribunale senza parlare ai cronisti.