Foto lupi uccisi, consigliere veneto Stefano Valdegamberi: “Il prossimo sarà uno della Lav”

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2018 23:06 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2018 23:06
Foto lupi uccisi, consigliere veneto Stefano Valdegamberi: "Il prossimo sarà uno della Lav"

Foto lupi uccisi, consigliere veneto Stefano Valdegamberi: “Il prossimo sarà uno della Lav” (Foto Facebook)

VENEZIA – “Il prossimo che troverete in foto sarà uno della Lav“: queste le parole scritte dal consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi (Gruppo Misto) sotto un post Facebook che riprendeva la notizia dell’uccisione di un lupo, avvenuta nei giorni scorsi in un bosco della Lessinia, in provincia di Verona. Lo riferisce oggi in una nota Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani Onlus: “Esprimiamo massima solidarietà e vicinanza alla Lega Anti Vivisezione e al suo Presidente Gianluca Felicetti – commenta – per la grave minaccia ricevuta che costituisce un reato penale”, e chiede “una risposta dura da parte del Presidente della Regione, Luca Zaia, contro il consigliere”.

La Lav ha denunciato il consigliere regionale del Veneto. “L’uscita di questo consigliere ci è stata segnalata da alcune persone indignate dall’affermazione del Valdegamberi e non a caso diffusa dopo la nostra ennesima battaglia per non far uccidere almeno i lupi con il via libero alla caccia anche nel Veneto – dichiara Gianluca Felicetti, presidente della Lav – proprio in quella Regione abbiamo tante e attive sedi locali, opera il nostro responsabile nazionale dell’area animali selvatici Massimo Vitturi, la Lav opera da sempre alla luce del sole e con azioni democratiche, nonviolente, è una riconosciuta Onlus ed Ente Morale e, quindi ci aspettiamo, oltre a una rapida indagine delle forze di polizia, anche una decisa presa di posizione del Presidente della Giunta Zaia e del Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti”.  

“Chi mi conosce – replica Valdegamberi in una nota – sa benissimo che uso spesso l’ironia e i paradossi per suscitare delle riflessioni, non certo per minacciare o istigare alla violenza. Non sono un cacciatore, non ho porto d’armi, non faccio parte di alcuna ‘associazione a delinquere tra montanari’, né ho mai minacciato o usato violenza contro qualcuno, come loro lasciano intendere. Semmai la violenza è istigata proprio dalle associazioni come la LAV, che non manca di imporre una posizione di un ambientalismo ideologico e privo di buon senso ed equilibrio che, come evidenziato in un mio comunicato di quei giorni, porta a esasperare la gente che vive e lavora in montagna e diventa la vera causa di azioni, pur sempre biasimevoli – conclude – come quella dell’uccisione del lupo”.