Franca Leosini racconta la Strage di Erba coi fratelli Castagna. Spunta il nome di Corona

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 dicembre 2018 11:45 | Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2018 11:45
Franca Leosini racconta la Strage di Erba coi fratelli Castagna. Spunta il nome di Corona

Franca Leosini racconta la Strage di Erba coi fratelli Castagna. Spunta il nome di Corona

COMO – “E’ in atto, più che mai accesa e vigorosa, una campagna a sostegno dell’innocenza di Olindo Romano e Rosa Bazzi”. Comincia così lo speciale che Franca Leosini dedica alla Strage di Erba. Una puntata straordinaria, quella andata in onda domenica 16 dicembre su RaiTre e seguita da 1.353.000 telespettatori con il 5,9% di share, nella quale spunta anche il nome di Fabrizio Corona.

Franca Leosini riprende il filo del racconto delle sue Storie maledette intervistando Pietro e Beppe Castagna, gli unici due sopravvissuti della famiglia sterminata nel delitto avvenuto l’11 dicembre 2006. Malgrado 3 sentenze abbiano stabilito in via definitiva che i responsabili del massacro di Raffaella Castagna, del figlio Yussef, della madre Paola Galli e della vicina Valeria Cherubini siano i vicini di casa Rosa Bazzi e Olindo Romano, sulla famiglia Castagna “continua a infuriare, violento, atroce, il vento dei sospetti” spiega la giornalista.

Di qui la scelta di intervistare i fratelli Castagna, sui quali alcune recenti inchieste giornalistiche hanno provato a gettare ombre. La Leosini non li cita mai ma il riferimento è allo speciale “Tutta la verità – Il caso Erba”, andato in onda sul Nove lo scorso aprile che apriva a scenari del tutto diversi da quelli appurati in sede processuale. E poi l’intervista delle Iene a Olindo Romano, la prima mai concessa in tv dall’ex netturbino che ha scatenato non poche reazioni.

Inchieste che, sottolinea la Leosini, hanno tentato di ribaltare la decisione di 26 giudici che in 3 gradi di giudizio hanno riconosciuto la colpevolezza di Olindo e Rosa. Fino al recentissimo colpo di scena con la richiesta pervenuta alla Procura di Como da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, di consegnare agli ispettori ministeriali gli atti dell’inchiesta. 

Fin dal titolo della puntata, Franca Leosini, promette ai telespettatori di portarli “nel cuore ferito della strage di Erba”. A dodici anni di distanza la giornalista offre ai fratelli Castagna una sorta di diritto di replica perché possano rispondere alle voci “infamanti” sul loro conto e traccia i profili dei protagonisti della vicenda.

Pietro Castagna, in particolare, “è indicato da chi sostiene l’innocenza di Olindo e Rosa – spiega la Leosini – come l’autore di una strage familiare dettata da motivi di interesse. “Ricostruisco tutti i retroscena”, racconta Leosini, “tutto quello che non si sa. Non si sa nulla sui personaggi, io racconto tutto, anche come si sono conosciuti Azouz Mazurk e Raffaella Castagna e cosa fa Azouz adesso”.

Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e del piccolo Youssef, nel racconto della Leosini è il “tunisino belloccio” di cui si sottolineano i precedenti per spaccio e la frequentazione post strage con Fabrizio Corona. Su quest’ultimo i fratelli Castagna svelano un dettaglio inquietante. Dopo la strage, raccontano, “mandammo a tutti i giornali una diffida di pubblicare immagini di famiglia legate al funerale, fatte all’interno della casa. Durante la veglia, si alzò una tapparella e dietro c’era Fabrizio Corona con un’altra persona che filmavano”.

La giornalista si sofferma poi sulla quinta elementare di Rosa, la propensione alla violenza di Olindo, il rapporto simbiotico e morboso tra i due, “una coppia di pastori scesa da un presepe sbagliato”. A distanza di un mese dal massacro, si dichiararono colpevoli della strage. A pesare contro di loro anche la testimonianza di Frigerio, marito di Valeria Cherubini e unico sopravvissuto alla strage. Il 10 ottobre successivo, entrambi ritrattarono le prime ammissioni di colpevolezza. 

Dubbi sulla loro colpevolezza sono stati espressi anche da Marzouk. “Questa infamia – dice Pietro Castagna – più o meno apertamente o velatamente, sono dodici anni che gira ed è molto pesante. Non la auguro al mio peggior nemico. Un’infamia basata sul niente, che continua ed è molto pesante”.