Francesca Colavita, la ricercatrice precaria che ha isolato Coronavirus. Allo Spallanzani il dream team di sole donne

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Febbraio 2020 10:59 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2020 11:00
Francesca Colavita, la ricercatrice precaria che ha isolato Coronavirus. Allo Spallanzani il dream team di sole donne

Francesca Colavita, la ricercatrice precaria che ha isolato Coronavirus (foto Facebook)

ROMA – Francesca Colavita di Campobasso è tra le ricercatrici dell’Istituto nazionale malattie infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma che hanno isolato il coronavirus. Ha solo 30 anni ma una vasta esperienza anche nello studio del virus ‘Ebola’. Allo ‘Spallanzani’ ha un contratto di collaborazione e lavora presso il laboratorio di Virologia e Biosicurezza. Ha partecipato anche a progetti di sicurezza e cooperazione allo sviluppo in Sierra Leone nel laboratorio installato presso il ‘Princess Christian Maternity Hospital’ di Freetown.

Un team tutto al femminile

Francesca è la più giovane di un team tutto al femminile. Maria Capobianchi la direttrice del laboratorio di Virologia dell’Inmi Spallanzani 67enne nata a Procida, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, dal 2000 lavora allo Spallanzani. Concetta Castilletti, 56 anni, siciliana di Ragusa responsabile della Unità dei virus emergenti, specializzata in microbiologia e virologia. 

Un podio “rosa” che viene dal Mezzogiorno d’Italia che si unisce alla grande squadra dello Spallanzani che ha consentito ieri al ministro della Salute Roberto Speranza di dare il grande annuncio: “Abbiamo isolato il virus”. Ed è tutto femminile anche il racconto di come si è arrivati al sequenziamento. “Abbiamo cullato il virus e abbiamo avuto anche un po’ di fortuna”. Non si sente aria di protagonismo nelle parole di Concetta Castilletti, due figli grandi e una famiglia che la supporta da sempre, a partire dal marito. “Sono abituati a questo genere di emergenze a casa mia – dice – anche perché io non mi ricordo una vita diversa da questa. E’ sempre stato così”.

“Ho vissuto la grande emergenza della Sars, di Ebola, dell’influenza suina, della chikungunya, e insieme ai miei colleghi siamo stati spesso in Africa. E’ un lavoro che mi piace moltissimo e non potrei fare altro. Ma la vittoria è di tutto il team. Eravamo tutti impegnati, tutta la squadra. Abbiamo un laboratorio all’avanguardia, impegnato 24 ore su 24 in questo genere di emergenze”.

Il ministro Speranza. “Stabilizziamo 35mila precari”

Francesca Colavita, guadagno annuo da 20 mila euro, come dichiarato da lei stessa, con un contratto co.co.co. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Circo Massimo su Radio Capital punta il dito contro la piaga della precarietà ma rivendica: “Già in legge di bilancio abbiamo approvato un emendamento che cambia la legge Madia e prevede la stabilizzazione di 35 mila persone che erano precarie. Il tema della precarietà è uno dei temi su cui dobbiamo lavorare. Solo per il comparto salute – ha ribadito – questo consente a 35 mila operatori di avere così la stabilità e questo rende più forte il Servizio sanitario nazionale”. (fonte Ansa)