Francesco Bellomo destituito dalla magistratura: voto espulsione all’unanimità

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 gennaio 2018 15:00 | Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2018 15:00
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Francesco Bellomo destituito dalla magistratura: voto espulsione all’unanimità

ROMA – Francesco Bellomo è stato destituito dalla magistratura. La decisione è stata presa all’unanimità, con solo un astenuto, dalla commissione del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, organo di autogoverno dei magistrati Tar e Consiglio di Stato, che ha votato l’espulsione la mattina del 12 gennaio.

L’organo di autogoverno della magistratura amministrativa ha così preso atto del parere dell’adunanza generale, che ha votato due giorni fa, e ha adottato in via definitiva la destituzione, che ora per essere esecutiva necessita solo del decreto del Capo dello Stato. Virginia Piccolillo sul Corriere della sera scrive che ora le carte sul caso di Bellomo verranno trasmesse a Palazzo Chigi, dove il premier le firmerà e le invierà al presidente della Repubblica:

“Qualche consigliere, ieri, stimava in una quindicina di giorni la fine dell’iter in cui la misura diverrà esecutiva. Poi? Bellomo può fare appello al Tar, e ha annunciato che lo farà. Prima chiedendo la sospensiva al Tar e al Consiglio di Stato, un iter che ha tempi rapidi per la decisione e che potrebbe arrivare entro l’estate. Per la decisione sulla legittimità del licenziamento serviranno anni e dipenderà da quanto lui la solleciti. Ma, visto che ha accusato i colleghi di essersi lasciti influenzare dall «condanna mediatica», c’è da credere che aspetterà di uscire dai riflettori. Anche se, data l’eccezionalità del caso e la risonanza avuta, è possibile che l’iter venga accelerato e ridotto a massimo un anno e mezzo.

Se riuscirà ad ottenere ragione dal Tar o dalla sezione ad hoc del Consiglio di Stato non potrà però stare tranquillo visto che in arrivo ci sono altri procedimenti aperti per l’arrivo a Palazzo Spada di nuovi esposti. Bellomo lo ha già scritto che, fuori della magistratura, si dedicherà alla sua passione: l’insegnamento. E se tornerà al suo metodo fatto di segreti, ricatti e dress code? «Nel nostro Paese c’è libertà di insegnamento», spiegava ieri un suo collega”.