Francesco Bellomo, chiuse le indagini. Le accuse: “Calunnia a Conte ed estorsioni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2019 19:44 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2019 19:45
Francesco Bellomo, Ansa

Francesco Bellomo (foto d’archivio Ansa)

ROMA – La Procura di Bari ha chiuso le indagini sull’ex giudice del Consiglio di Stato Francesco Bellomo accusato dei reati di maltrattamenti su quattro donne, tre ex borsiste e una ricercatrice della sua Scuola di Formazione alle quali, secondo le accuse, avrebbe imposto anche un ‘dress code’ con minigonna e ‘tacco 12’. Bellomo è anche accusato di estorsione nei confronti di un’altra ex corsista per averla costretta a lasciare il lavoro in una emittente locale.

Il procuratore aggiunto Roberto Rossi e la pm Iolanda Daniela Chimienti contestano all’ex giudice barese anche i reati di calunnia e minaccia nei confronti dell’attuale premier Giuseppe Conte (all’epoca vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa) e di Concetta Plantamura, rispettivamente ex presidente ed ex componente della commissione disciplinare chiamata a pronunciarsi su Bellomo quando nel 2017 fu sottoposto a procedimento disciplinare. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato anche ad un terzo indagato, l’avvocato barese Andrea Irno Consalvo, all’epoca dei fatti contestati organizzatore dei corsi all’interno della Scuola, accusato di false informazioni al pm. Quando Consalvo fu chiamato a rendere dichiarazioni nell’ambito di questa inchiesta, avrebbe “taciuto – secondo la Procura – quanto a sua conoscenza” sui rapporti tra l’ex magistrato e le corsiste.

Bellomo è attualmente interdetto dall’attività di insegnamento dopo aver trascorso, dal 9 al 29 luglio, 20 giorni agli arresti domiciliari. Fu il Tribunale dei Riesame ad attenuare la misura cautelare riqualificando i reati da maltrattamenti in concorso in tentata violenza privata aggravata e stalking, e da estorsione in violenza privata. Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, però, la Procura contesta agli indagati i reati originariamente ipotizzati. 

Fonte: Ansa.