Slot-machine. Corallo di Bplus offre il 10% degli 845 mln di multa. Il cavillo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 gennaio 2014 11:15 | Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2014 11:15
Slot-machine. Corallo di Bplus offre il 10% degli 845 mln di multa. Il cavillo

Slot-machine. Corallo di Bplus offre il 10% degli 845 mln di multa. Il cavillo

ROMA – Slot-machine. Corallo di Bplus offre il 10% degli 845 mln di multa. Il cavillo.  Approfitterà di un cavillo contenuto in una vecchia finanziaria del 2006, Francesco Corallo, a capo di Bplus, il più grande proprietario di slot-machine in Italia, per cercare di porre fine al contenzioso con la Corte dei Conti liquidando un decimo dell’enorme multa ricevuta (84,5 milioni di euro contro 845 milioni).

Il contenzioso riguardava il mancato collegamento delle slot con i terminali della Sogei, diciamo l’anagrafe tributaria dello Stato che in base al numero di giocate stabiliva il congruo tributo fiscale. Per la  stessa contestazione, grandi gruppi come Lottomatica, Sisal, Snai hanno preferito aderire al condono fiscale del Governo Letta: con il pagamento del 30% del dovuto hanno regolato le pendenze con i magistrati contabili.

Francesco Corallo non aveva accettato. Mentre procede a rilento il processo per i presunti crediti facili erogatigli da Massimo Ponzellini quand’era a a capo della Bpm, mentre il Prefetto di Roma vuol sapere perché Bplus, affidata al momento a un trust inglese, non abbia ancora accolto un paio di richieste d’acquisto, Corallo aveva deciso di non pagare la multa, né vendere la società se non a due condizioni. Che cadesse la multa (anche perché le casse sono vuote), che venisse definitivamente rimossa l’interdittiva del Prefetto per infiltrazione mafiosa. L’interdittiva per il momento è pendente al Tar che l’ha sospesa.

Quindi il il coniglio estratto dal cilindro da parte dei suoi avvocati, il classico cavillo. Nella finanziaria 2006 c’è una norma che consente di chiudere pagando tra il 10 e il 20% del dovuto tutte le pendenze davanti alla Corte dei Conti per fatti antecedenti al 31 dicembre 2005. Cioè il caso Bplus. Che nella sua richiesta approssima al minimo del consentito il pagamento (il 10%) con la giustificazione che questo è il limite economico cui a società può arrivare: già per questa soluzione Bplus dovrà cercare soldi sul mercato, ogni ipotesi diversa essendo un rischio per lo Stato che potrebbe non incassare un euro.

Soddisfatte le due condizioni (multa quasi azzerata e niente interdittiva) Corallo potrà allora anche vendere.