Francesco Della Corte. La figlia sul permesso premio: “Legge vecchia, quando i minorenni erano buoni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2019 10:12 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2019 12:00
Francesco Della Corte: il permesso premio al killer, la rabbia della figlia Marta

Sit-in a Napoli di solidarietà col vigilante ucciso Francesco Della Corte

ROMA – Bisogna capirla Marta. Vedere sui social il volto felice del ragazzino che, insieme ad altri due coetanei, appena un anno fa massacrò a morte il padre Francesco Della Corte, è stato un colpo. Vederlo festeggiare il suo diciottesimo compleanno con brindisi e sorrisi, dover accettare come normale il permesso premio concesso a pochi mesi dal delitto…

Marta Della Corte ha reagito con lucida indignazione. Anche con rabbia, certo. Ma le sue critiche all’eccesso di buonismo accordato al ragazzo che ha stroncato la vita allo sfortunato vigilante, sono tutt’altro che banali. Suggeriscono una riflessione approfondita su cosa siano diventati oggi i nostri “ragazzi”.

“Una volta erano pochi i minorenni che commettevano reati”

“Forse poteva funzionare prima, quando erano pochi i minorenni che commettevano reati, non in un periodo come questo, dove stiamo assistendo a un’emergenza vera e propria. Così i ragazzi vengono spinti a delinquere o possono essere usati come strumento dagli adulti. ‘Tanto non ci possono fare niente’, lo dicevano anche nelle intercettazioni”, ha dichiarato al cronista di Repubblica.

“Cattivi dentro”

Il problema è anche quel compleanno festeggiato come un diciottenne qualsiasi. Non è così, non è questa la situazione: il ragazzo dovrà scontare 16 anni per quello che ha commesso: sorge il dubbio, è facile intuire, che non abbia ancora compreso la gravità di quello che ha fatto. Al povero vigilante, ma anche a se stesso. “Uno solo di loro ci ha scritto tre righe di scuse. Ma in udienza li ho sentiti parlare. Spiegavano come avevano ucciso un uomo, un padre di famiglia che usciva di casa tutti i giorni per lavorare, senza piangere, senza lasciar trasparire alcuna emozione. Nelle loro parole non c’era alcun sentimento. Hanno commesso un omicidio gratuito, sono persone cattive dentro”. (fonte La Repubblica)