Francesco Moraglia patriarca di Venezia, l'ultimo allievo di Siri

Pubblicato il 31 gennaio 2012 13:40 | Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2012 15:16

GENOVA – Genova si conferma luogo di formazione della ''classe dirigente'' cattolica. Monsignor Francesco Moraglia, il vescovo di La Spezia che Benedetto XVI ha nominato patriarca di Venezia, e' soltanto l'ultimo di una lunga serie di porporati che hanno iniziato sotto la Lanterna una brillante carriera ecclesiale. Ed e' anche lui, come l'attuale arcivescovo di Genova e presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco o il presidente della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa Mauro Piacenza, allievo di Giuseppe Siri, il cardinale per oltre quarant'anni arcivescovo del capoluogo ligure.

Come i suoi illustri colleghi, anche il neo patriarca, di origini genovesi, fa parte di quella generazione di giovani preti allevata dal cardinale Siri, che lo ha ordinato sacerdote il 29 giugno 1977. E che ne ha influenzato la crescita spirituale e teologica.

Fedele alla tradizione contro la deriva della civilta' moderna, all'epoca del Concilio Vaticano II, Siri trovo' la collaborazione del giovane Joseph Ratzinger, il futuro Benedetto XVI. Che forse non a caso – ricordava una recente inchiesta del sito web della Stampa Vatican Insider – ha scelto un ratzingeriano di 'ferro' – sia dal punto di vista teologico che liturgico – come monsignor Moraglia per uno dei tre patriarcati della chiesa (gli altri due sono Gerusalemme e Lisbona).

Rigore e tradizione, dunque, ma anche attenzione alla societa' e, in particolare, al mondo del lavoro: un'altra caratteristica che accomuna monsignor Moraglia al suo padre spirituale. Cosi' come il cardinale Siri volle i cappellani di fabbrica nelle aziende piu' importanti della Genova di allora, dall'Ansaldo all'Italsider passando per il porto, monsignor Moraglia – riferiscono le cronache spezzine degli ultimi anni – non ha mai fatto mancare il suo interesse nei confronti degli operai disoccupati. Da quelli dell'ex fabbrica di elettrodomestici San Giorgio a quelli che nei giorni scorsi hanno manifestato ricevendo la sua solidarieta'.

Solidarieta' che in questi ultimi mesi non ha mai mancato di far sentire neppure alle popolazioni di Monterosso, Brugnato e Borghetto Vara colpite dall'alluvione dello scorso 25 ottobre, tanto da invitare il rettore del seminario diocesano a inviare i seminaristi a collaborare con i soccorsi. Perche' ''quando c'e' un rapporto forte tra parroco e comunita' – aveva detto monsignor Moraglia – ogni difficolta' puo' essere guardata con la certezza che sara' superata''.