L’apicoltore Francesco Ruini attaccato da uno sciame d’api: era in Africa per insegnare il suo mestiere

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Agosto 2019 13:30 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2019 13:30
L'apicoltore Francesco Ruini attaccato da uno sciame d'api: era in Africa per insegnare il suo mestiere

L’apicoltore Francesco Ruini attaccato da uno sciame d’api: era in Africa per insegnare il suo mestiere

ROMA – Insegnava agli agricoltori africani l’apicoltura. Ma il suo stesso mestiere gli è stato fatale: uno sciame d’api lo ha assalito e ucciso. E’ morto così Francesco Ruini, esperto apicoltore reggiano di 66 anni. Si trovava in Ghana come cooperante: era in missione da Ferragosto per insegnare il suo lavoro alla popolazione locale.

La tragedia si è consumata martedì 27 agosto. Inutili per lui i soccorsi: è andato in shock anafilattico. Ruini era stato presidente e vicepresidente dell’associazione apicoltori di Reggio e Parma, di cui era consigliere.

Lascia moglie e due figli. Domani sarebbe dovuto ripartire per tornare in Italia.

Sul sito di Confapi resta la sua biografia: “Il mio incontro con le api — scriveva — è avvenuto presto, la mia prima maschera l’ho indossata a sei anni, per accompagnare mio padre che, casaro di professione, era apicoltore per passione. Quando andò in pensione si dedicò alle api e io con lui. Proseguii gli studi fino alla laurea, ma decisi che l’apicoltura sarebbe stata la mia professione e così fu. Produco miele di acacia e millefiori con le circa 400 famiglie e mi dedico alla riproduzione di nuclei”.

“Francesco era un imprenditore capace – si legge in una nota di cordoglio dell’associazione – generoso e sempre pronto a dare il proprio contributo a chi gli chiedeva un aiuto. Amava il contatto con la natura e la sensazione di libertà che questo lavoro gli regalava. È stato tra i primi a denunciare con forza le pesanti conseguenze dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici sulle api. Era un collega, ma prima di tutto un amico e un punto di riferimento per tutta l’apicultura emiliano romagnola”.