Schettino: “Con inchino 3 piccioni con una fava…tour in plancia a 70 euro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Dicembre 2014 11:37 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2014 16:26
Francesco Schettino: "Con l'inchino prendevo 3 piccioni con una fava"

Francesco Schettino: “Con l’inchino prendevo 3 piccioni con una fava”

GROSSETO –  Francesco Schettino, con l’inchino all’Isola del Giglio, voleva “prendere tre piccioni con una fava”. Il primo “dare valore commerciale alla crociera” con “tour in plancia venduti a 70 euro”. Il secondo piccione era omaggiare l’ex comandante in pensione Mario Palombo, spesso di casa al Giglio, e infine il “terzo piccione”: assecondare la richiesta del maitre di bordo Antonello Tievoli.

E’ quello che Schettino ha dichiarato ai magistrati durante l’udienza per il processo sulla Costa Concordia: la procura di Grosseto è intenzionata a chiedere 20 anni di reclusione per l’ex comandante della nave.

“L’avvicinamento all’isola favorisce l’aspetto commerciale” anche per questo venne deciso di accostare la Concordia all’isola del Giglio, ha detto in una delle prime risposte Francesco Schettino.

In generale, secondo il comandante, nelle crociere può capitare che gruppi di passeggeri siano ospitati in plancia di comando per osservare la navigazione e le operazioni di governo della nave. “Tour” pagati a suo dire 70 euro a persone.  “Al massimo è ammessa una dozzina di passeggeri per volta ma me ne portavano anche 20-30 alla volta” e “mai nelle navigazioni sotto costa”.

A un’altra domanda se Costa fu informata del mutamento di rotta, Schettino ha detto che “nelle varie probabilità la navigazione sotto costa si è sempre effettuata” e “il comandante della nave ha la facoltà di tracciare la rotta ma non ha nessun obbligo di informare l’armatore”. “In questo caso – ha continuato Schettino – non essendo pianificata la navigazione turistica”, come potrebbe essere in un golfo magari prevedendo anche una sosta, “ma trattandosi di un’accostata, non ho avvisato nessuno”.

Schettino ha anche ricordato che i contatti con il comandante in pensione Mario Palombo, che spesso soggiorna sull’isola, e la richiesta del maitre Antonello Tievoli lo indussero a decidere per l’avvicinamento al Giglio: “Considerato anche l’aspetto commerciale volevo prendere tre piccioni con una fava“, cioè fare un piacere a Tievoli, “omaggiare l’isola e Palombo” e dare un valore aggiunto all’aspetto commerciale della crociera. In precedenza, ha detto Schettino, “un paio di volte ho fatto un passaggio ravvicinato al Giglio”, quanto alla rotta ha ammesso di averla approvata e di aver visto la carta nautica su cui era tracciata.